Bancarotta Veneto Banca: assolto Favotto, a processo Consoli e Trinca

Prime sentenze sul terzo filone d’inchiesta del crac dell’ex Popolare: il gup Vettoruzzo ha condannato a due anni e 6 mesi il vicepresidente del comitato crediti Feltrin e rinviato a giudizio altri sette imputati. Non luogo a procedere per l’avvocato Ronzani

Marco Filippi
Francesco Favotto, eletto nel 2014 presidente del Cda, con Vincenzo Consoli
Francesco Favotto, eletto nel 2014 presidente del Cda, con Vincenzo Consoli

Le due figure emblematiche di Veneto Banca, Vincenzo Consoli e Flavio Trinca, sono state rinviate a giudizio assieme ad altri cinque imputati per la bancarotta dell’ex Popolare di Montebelluna e Asolo. Sentenze opposte per i due imputati che avevano chiesto e ottenuto di essere processati in rito abbreviato: assolto per non aver commesso il fatto Francesco Favotto, presidente del consiglio d’amministrazione dell’istituto di credito dal 27 aprile 2014 al 29 ottobre del 2015 (difeso dagli avvocati Marco Zanotti e Marcello Stellin), condannato a due anni e sei mesi il vicepresidente del comitato crediti Romeo Feltrin (difeso dall’avvocato Cristina Trotta). Infine sentenza di non luogo a procedere per l’avvocato Pierluigi Ronzani (difeso dall’avvocato Stefano Antica), accusato di aver  incassato la somma di 380mila euro per una consulenza legale mai fatta.

Il processo per i sette imputati rinviati a giudizio per bancarotta per distrazione inizierà il 9 ottobre prossimo davanti al collegio presieduto dal giudice Iuri De Biasi. Oltre a Consoli, amministratore delegato e direttore generale (fino al luglio 2015), e Flavio Trinca (presidente del consiglio d’amministrazione (dal marzo del 1997 all’aprile del 2014), sono stati rinviati a giudizio Mosè Fagiani, condirettore della banca, Daniele Scavaortz, membro del comitato crediti, Michele Stiz, componente del collegio sindacale, Mauro Angeli, amministratore unico della Vimet, e Attilio Carlesso, consigliere di amministrazione di Veneto Banca dal 2008 al 2014. Secondo il pubblico ministero Massimo De Bortoli, gli imputati sono rei di “una gestione sconsiderata del credito” che ha portato al fallimento di Veneto Banca.

 

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