Edim di Setteville: chiesta la proroga della cassa integrazione straordinaria
L’azienda, schiacciata dalla crisi Bosch, chiede la Cigs fino a maggio per salvare Edim per salvare i posti di lavoro

Cassa integrazione straordinaria fino a maggio e ricerca serrata di un compratore. È l’esito del confronto che si è svolto questa mattina, giovedì 8 gennaio, nella sede di Confindustria Monza-Brianza fra parti sindacali, rappresentanti dell’associazione industriali e dirigenza dell’azienda di componentistica facente parte del Gruppo Bosch. L’azienda ha formalizzato la richiesta di proroga della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) per il periodo compreso fra il 3 febbraio e il 5 maggio, ma la partita non è ancora chiusa. La misura colpisce quasi chirurgicamente l'intera forza lavoro: 184 dipendenti coinvolti su 186, divisi tra Villasanta (137 addetti) e Quero di Setteville (49 addetti), nel Feltrino.
Gli occhi sono ora puntati su Roma: si attende a breve la convocazione ufficiale da parte del ministero del Lavoro. Un passaggio formale, ma decisivo, per ratificare l'ammortizzatore sociale che dovrà fare da "cuscinetto", mentre prosegue il tentativo di salvataggio tramite la Composizione Negoziata della Crisi (CNC) e l’individuazione di un compratore prima che sia troppo tardi.
Le motivazioni dietro il ricorso agli ammortizzatori sociali dipingono un quadro a tinte fosche del settore automotive europeo. Edim, storica realtà della pressofusione e lavorazione dell’alluminio, con i suoi stabilimenti di Setteville, nel Bellunese, e di Villasanta, in Lombardia, si trova al centro di una tempesta perfetta scatenata da tre fattori concomitanti: la crisi di Bosch, che ha portato al crollo delle commesse per Edim; la lentezza e le difficoltà della transizione verso la mobilità elettrica; il gap competitivo, con costi di produzione che risultano fino al 40% superiori rispetto ai competitor asiatici e dell'Est Europa.
La Fim Cisl Belluno Treviso esprime fortissima preoccupazione e mantiene alta l'attenzione in vista dell'incontro al ministero: «Siamo in attesa della convocazione ministeriale per l'esame congiunto della richiesta. Si tratta di un passaggio cruciale. La CIGS è necessaria per tutelare il reddito nell'immediato, ma non può diventare un'attesa passiva. Con previsioni di un calo volumi del 55% nel 2026, la nostra preoccupazione è altissima. Non accetteremo soluzioni al buio: monitoreremo ogni passo della vendita. Chi subentrerà dovrà garantire una reale prospettiva industriale, salvaguardando competenze e occupazione».
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