Gelatieri italiani in Germania, Zaia: «Bisogna difenderli»
Dopo il reportage tedesco sul presunto sfruttamento di lavoratori stagionali, Luca Zaia difende i gelatieri italiani: «Eventuali singoli casi vanno sanzionati»

«I gelatieri veneti e italiani che lavorano in Germania vanno difesi senza se e senza ma. Parliamo di una grande comunità di persone perbene, di lavoratori e imprenditori che hanno costruito nei decenni con sacrificio, determinazione, forza di volontà e tenacia una delle più belle storie dell'emigrazione veneta nel mondo. Trasformare eventuali singoli casi in un'accusa generalizzata contro un'intera categoria significa offendere generazioni di uomini e donne e, insieme a loro, una parte importante della storia della nostra terra, che ha saputo far vedere al mondo cosa significhi emigrare con rispetto e voglia di integrazione in un altro Paese».
Così il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, interviene sulle accuse rivolte dalla stampa tedesca ai gelatieri italiani operanti in Germania. Il caso è scoppiato nei giorni scorsi a causa di un reportage sul presunto trattamento "da schiavi" di migranti brasiliani nelle gelaterie gestite da italiani in Germania, pubblicato nell'ultimo numero del "Magazin" della Süddeutsche Zeitung.
«Molti dei primi gelatieri - prosegue Zaia - partirono da paesi nei quali si faceva letteralmente la fame. Partirono dal Cadore, dalla Val di Zoldo, da altre vallate bellunesi, da territori del Trevigiano e da tante altre comunità venete. Non avevano nulla, se non le loro mani, la voglia di lavorare e la determinazione di costruirsi un futuro».
Insomma, prosegue il presidente del Consiglio regionale, «se qualche singolo ha violato le regole, venga sanzionato: su questo non ci possono essere ambiguità. Ma voglio essere chiaro nei confronti degli amici della stampa tedesca: una responsabilità individuale non può diventare una sentenza collettiva contro migliaia di persone oneste».
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