Confindustria Venezia, Brugnaro presidente con plebiscito
«Nessuna guerra interna. Adesso pensiamo al fare e a uscire dalla crisi»

Luigi Brugnaro
MESTRE
. L’imprenditore? «E’ un eroe». Bastano queste parole per intuire la mission di Luigi Brugnaro, che ieri ha ricevuto l’investitura di presidente di Confindustria Venezia, dopo otto mesi di travaglio. Il patron d’Umana, eletto con 1881 voti su 2111, proclama con il consenso, la fine di una guerra che ha visto sconfitti i vertici nazionali dell’associazione. «Quale guerra?», domanda Brugnaro a chi gli chiede se la querelle possa dirsi conclusa. «Questi sono stati mesi di discussione, di dibattito di confronto. Abbiamo ragionato su molte questioni, adesso è giunto il momento di fare». Anche perché «investire sull’impresa è fondamentale per il futuro dei nostri figli». E le Olimpiadi 2020 a Venezia? «Un’ottima idea».
Nessuna sorpresa, ieri, al Vega di Marghera. L’assemblea degli iscritti a Confindustria Venezia ratifica l’operato del direttivo. Luigi Brugnaro, numero uno del Gruppo Umana, è il nuovo presidente dell’associazione e, con 1881 voti, viene designato ufficialmente come successore di Antonio Favrin. Il presidente uscente è il primo a parlare. La sua relazione ricorda che «il 2008 e il 2009 sono stati anni difficili per l’economia e così i risultati ottenuti dalla nostra struttura risultano ancora più lusinghieri. La ripresa? Faccio fatica a usare questo termine, casomai possiamo dire che la caduta si sta arrestando».
Luigi Brugnaro parla per ultimo. «Sono emozionato», conferma. Poi elenca i punti del programma, che illustrerà al pubblico la prossima settimana. Invoca più attenzione per i soci, più assistenza al credito delle imprese, più rapporti con le comunità locali. Poi indica i settori su cui concentrare le attenzioni: la logistica, la cantieristica, i distretti, come quello del vetro e delle calzature, il turismo. Il neopresidente esalta comunque il ruolo dell’impresa, che deve essere al centro di tutto «perché produce ricchezza e posti di lavoro per l’intera comunità». Ecco perché «l’imprenditore è un eroe».
Le beghe interne a Confindutria, per Brugnaro, non sono mai esistite. O, almeno, gli otto mesi di travaglio «sono stati in realtà mesi di discussione, per far emergere le ragioni di tutti». Secondo il patron di Umana, «l’ampia partecipazione all’assemblea di oggi (ieri, ndr) rafforza il tema dell’impresa. Adesso è il momento di agire. Bisogna muoversi in tempi rapidi, sveltire il lavoro nel modo migliore». Dalla platea lo applaudono, segno che questo imprenditore dai modi schietti piace alla maggioranza degli iscritti. Sui temi più legati al territorio, poche parole. In attesa di illustrare il programma completo. Porto Marghera? «Bisogna rilanciare tutto ciò che si può rilanciare. La chimica, appunto, va rilanciata, nel rispetto dell’ambiente e dei vari interessi in gioco. Non possiamo rinunciare ai centri ricerca interni alle industrie chimiche». Per quanto riguarda la proposta di portare le Olimpiadi a Venezia, Luigi Brugnaro ribadisce il concetto espresso in settimana. «L’idea è buona - commenta -. Adesso dobbiamo lavorare tutti assieme per realizzarla. Faremo il possibile perché le Olimpiadi del 2020 si svolgano qui da noi». Efstathios Tsuropolis e Vincenzo Marinese sono i due neovice di Confindustria di nomina presidenziale. Marco Viotto è vice con delega alle Pmi; e Gianluca Comin con delega alla grande industria.
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