Cancellò le multe dei velox Dovrà risarcire il Comune

Stangata della magistratura contabile all’ex comandante  dei vigili Antonio Paolocci  che dovrà versare 800 mila euro a Palazzo Moroni
BELLOTTO - NUOVI AUTOVELOX IN CORSO AUTRALIA
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Una stangata da 800 mila euro per l’ex comandante dei vigili urbani di Padova Antonio Paolocci. È la somma che dovrà versare a titolo di risarcimento al Comune di Padova per aver cancellato le multe da autovelox determinando il venir meno di un introito per le casse pubbliche. Lo ha deciso la Corte dei Conti del Veneto con la sentenza depositata lunedì nella quale accusa l’ex dirigente di «numerose e grossolane negligenze». Condannata anche la vice dell’epoca, Maria Luisa Ferretti, che firmò materialmente il provvedimento: per lei, che eseguì un ordine del suo superiore, la cifra da pagare è di 10 mila euro. La cifra complessiva dovuta a Palazzo Moroni è stata dunque ridimensionata rispetto alle richieste della Procura che aveva indicato un danno da 3,8 milioni di euro: dall’importo sono stati detratti i mancati incassi per effetto di presunte contestazioni e morosità. Nel mirino della magistratura contabile è finito l’atto di revoca con cui il 9 dicembre 2014 vengono annullate le sanzioni degli otto autovelox sulle tangenziali, riferite a violazioni registrate fra il 3 novembre e l’8 dicembre di quell’anno. La decisione è di Paolocci, arrivato nella Padova del sindaco Massimo Bitonci da una ventina di giorni e viene motivata con esigenze organizzative degli uffici. Il provvedimento arriva alla Corte dei Conti che apre un’inchiesta per danno erariale. Il pm contabile Chiara Imposimato affida le indagini alla Guardia di Finanza di Padova che fa un lavoro certosino, controllando fotogramma per fotogramma. La conclusione è che la revoca delle sanzioni è infondata, «sostenuta da motivazioni generiche» e che per il Comune c’è un danno da 3,8 milioni. Il collegio presieduto dal giudice Guido Carlino accoglie le tesi della Procura e contesta punto su punto le ragioni della difesa Per i giudici il comportamento di Paolocci si sarebbe reso responsabile di «numerose e grossolane negligenze». E come «comportamento gravissimo» viene qualificata la decisione di far firmare alla vice un atto che era di sua competenza. —



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