Accusati di peculato i bigliettai dell’Actv incastrati da Striscia
La procura di Venezia indaga sui quattro dipendenti dell’Actv smascherati da «Striscia»

I quattro bigliettai dell’Actv «pizzicati» da «Striscia la notizia» e sospesi dall’azienda dei trasporti sono indagati per peculato. Il pubblico ministero Federico Bressan attende di ricevere dalla Polizia giudiziaria la cassetta video con la registrazione della trasmissione e la documentazione dalla direzione Actv. Del resto, lo stesso reato è stato contestato agli altri quattro bigliettai per i quali l’indagine è già conclusa e la richiesta di rinvio a giudizio vicina.
I fatti in cui inizialmente sono rimasti coinvolti sette bigliettai, tutti in servizio a piazzale Roma, erano accaduti nella prima settimana di agosto dello scorso anno. I carabinieri della Polizia giudiziaria avevano perquisito le loro abitazioni e alla fine nella rete erano rimasti in cinque, uno di loro ha scelto di patteggiare la pena con il rappresentante dell’accusa, mentre per gli altri quattro è vicina la richiesta di rinvio a giudizio del pm per peculato. Si sarebbero messi in tasca circa 200 mila euro - stando alle accuse - vendendo biglietti da due euro al prezzo di 6 euro e 50.
Per questo stesso reato sono ora indagati gli altri quattro bigliettai, quelli allontanati la scorsa settimana dopo che Moreno Morello con un attore e una piccola telecamera nascosta ha «incastrato». L’attore si è presentato alla biglietteria della Stazione ferroviaria e ad altre, pagando il biglietto con una banconota da 20 o da 50 euro. Ricevendo solo in parte il resto: in due casi dieci euro in meno, in un altro venti e nell’ultimo ben 50 euro. Dunque creste consistenti, tanto che due giorno dopo il presidente dell’Actv Marcello Panettoni ha sospeso dal servizio i quattro.
Il reato contestato è previsto all’articolo 316 del codice penale e si legge che «il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio, il quale nell’esercizio delle sue funzioni, giovandosi dell’errore altrui, riceve o ritiene indebitamente denaro o altro è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni di reclusione».
Oggi, intanto, è previsto l’incontro tra i vertiti dell’azienda e le organizzazioni sindacali per concordare nuove iniziative di sorveglianza a tutela di passeggeri e anche dei dipendenti - la maggioranza - che svolgono il loro lavoro onestamente.
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia
Leggi anche
Video








