Giorni d’ansia a Santa Maria di Sala

SANTA MARIA DI SALA. C’è ansia fra i 715 dipendenti dello stabilimento Safilo alla Tabina di Santa Maria di Sala, dopo la notizia dei mille esuberi individuati dall’azienda nei quattro siti italiani, Longarone (Belluno), Martignacco (Udine), Padova e, appunto Santa Maria di Sala. Le prossime settimane saranno decisive per trovare un accordo, atteso per fine maggio.
Il calendario d’incontri tecnici sarà fitto. Filctem Cgil, Femca Cisl e Uilta Uil hanno intenzione di scongiurare la scelta dettata dall’azienda e l’obiettivo è lavorare per introdurre il contratto di solidarietà. «Intanto» dice Massimo Meneghetti di Femca Cisl «la scelta dei sindacati è di dichiarare, da ora, lo stato di agitazione negli stabilimenti del gruppo, con il blocco degli straordinari e di qualsiasi altra flessibilità oraria. Non condividiamo questa scelta drammatica. Faremo assemblee dove saranno decise le iniziative da adottare per tutelare i dipendenti».
Una decisione di Safilo, dunque, che non convince i tre sindacati. «L’azienda» si legge nella nota congiunta «nel motivare che tale situazione non è recuperabile in tempi brevi, poiché nel mercato non esistono licenze che possano sostituire Armani e considerando che oltre l’80 per cento delle produzioni Safilo sono in licenza, ha evidenziato la necessità di adeguare i livelli occupazionali alla mutata situazione, dichiarando che esiste un esubero pari a mille lavoratori, oltre ai già 518 dichiarati in precedenza in Friuli, in tutto il gruppo e che intende già con la settimana prossima aprire la procedura di mobilità. Prendiamo atto che esiste una situazione di difficoltà, ma rimarchiamo che tali problemi non sono da addebitare ai lavoratori, ma ad una gestione molte volte discutibile sulle strategie aziendali adottate in questi anni. Per questo abbiamo chiesto di bloccare la procedura di mobilità, iniziando nel contempo un confronto sulla situazione generale del gruppo, su un nuovo piano industriale ed economico. L’obiettivo è quello di individuare strumenti e azioni a tutela dei lavoratori dichiarati in esubero».
Alessandro Ragazzo
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