Smog: assolto l'ex assessore Conta

Cade l'accusa di omissione in atti d'ufficio per l'inquinamento da Pm10 Il pm aveva chiesto otto mesi. Il giudice di Venezia: il fatto non sussiste
L’ex assessore veneto Conta (Pdl)
L’ex assessore veneto Conta (Pdl)
 
VENEZIA.
Il giudice di Venezia ha assolto l'ex assessore regionale all'Ecologia Giancarlo Conta dall'accusa di omissione in atti d'ufficio per l'inquinamento della maggior parte delle città venete dal Pm10. Per Conta, che ora è consigliere regionale del Pdl, il pubblico ministero Giorgio Gava aveva chiesto una condanna a otto mesi di reclusione. Ma, evidentemente, al giudice Roberta Marchiori sono sembrate più convincenti le tesi della difesa, sostenute dagli avvocati Marco Vassallo ed Ennio Fortuna (ex procuratore generale), che si erano battuti per l'assoluzione.  Secondo l'accusa, per quanto riguarda l'inquinamento da polveri sottili «La Regione si è distinta per i suoi silenzi, per la sua assenza e per la scarsa incisività degli interventi» per sei lunghi anni. Inoltre, «Ha cercato di scaricare su Comuni e Province, nonostante avesse le competenze per intervenire». E la responsabilità - sempre secondo la Procura lagunare - era dell'assessore regionale all'Ecologia. Gava, nella sua lunga requisitoria, era partito citando i dati dello sforamento dei limiti di Pm10 nell'aria imposti dall'Unione Europea e aveva parlato di fallimento annunciato: «Non era pensabile - ha detto - risolvere il problema con iniziative isolate a livello comunale, sarebbe stato indispensabile un'iniziativa forte e coraggiosa su un esteso ambito territoriale, invece la Regione ha scelto di delegare ai Comuni i piani di azione e non ha varato alcuna iniziativa a livello regionale». «Nonostante da subito - aveva concluso - fu chiaro che le misure emergenziali non avrebbero consentito di fronteggiare il problema, in Regione si sono limitati a reiterare stancamente misure inefficaci. Anche i fallimenti degli anni precedenti non hanno indotto a mutare le strategie nonostante si fossero rivelate insufficienti e nonostante le numerose segnalazioni dell'Arpav».  Per conoscere le motivazioni che hanno convinto il giudice veneziano ad assolvere, perché il fatto non sussiste, l'ex assessore, è necessario attendere il deposito delle motivazioni, che avverrà nelle prossime settimane.

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