Acquista falsa griffe da un ambulanteA Jesolo turista multata di mille euro

Ma la pensionata austriaca non ha pagato l’ammenda: «Non posso permettermelo».  Per l'uomo, un senegalese clandestino, sono state avviate le procedure per l’espulsione. Commenti discordi dei bagnanti
Un ambulante in spiaggia
Un ambulante in spiaggia
JESOLO. Prima multa a una turista che ha acquistato da un vu’ cumprà. Alla cittadina austriaca, di Vienna, ma con passaporto svizzero, Ursula Corel, pensionata di 65 anni, è costato ben più del pezzo originale un borsellino Louis Vuitton acquistato da un senegalese clandestino a 7 euro. Dovrà infatti pagarne 1000 come sanzione amministrativa sulla base dell’ordinanza del sindaco di Jesolo che multa chi acquista dagli ambulanti in spiaggia la merce con griffe falsa.


Per il senegalese sono state avviate le procedure per l’espulsione. E’ accaduto ieri mattina nell’assolata spiaggia del lido, gremita di turisti e pendolari nella settimana del Corpus Domini. Tanti austriaci e tedeschi che adesso sono avvertiti: a Jesolo non si scherza più e chi acquista dagli extracomunitari dovrà pagare sanzioni pesantissime. Gli agenti della polizia locale, che hanno formato il nucleo di polizia arenile, coordinato dal comandante Claudio Vanin, si sono appostati con tanto di binocolo su una torretta del salvataggio lungo l’arenile di Largo Augustus, a due passi da piazza Mazzini. Hanno potuto registrare in tempo reale l’acquisto vietato e sono intervenuti redigendo un verbale all’ignara e stupita turista. In spiaggia l’episodio non ha certo diminuito il fenomeno. Continuano a passare in media una cinquantina di vu’ cumprà in poco più di un’ora, tra massaggiatori orientali, venditori di occhiali bangladesi, di griffe false senegalesi, di asciugamani nordafricani e chi più ne ha più ne metta. «Non è colpendo il cliente che si ottiene qualcosa- dice al chiosco «Anna», Damiano Mengo- bisogna colpire a monte il mercato abusivo che si riversa in spiaggia».


Molti sono extracomunitari che hanno perso il lavoro. «La multa ai clienti rischia di essere un palliativo- dice Marco Campaner, bagnino e gestore del consorzio Augustus- anche se bisogna dire che ci sono troppi clandestini e extracomunitari che vendono in spiaggia».


I turisti hanno opinioni differenti. «Se multare un cliente può diventare un deterrente- dicono Fanny e il marito Sergio di Padova, ex ispettore di polizia- allora ci dobbiamo credere perché l’invasione è davvero massiccia». Lo jesolano Franco Pasqualinotto non è d’accordo: «Ci vorrebbe più informazione, volantini, altoparlanti, altrimenti cosa ne può sapere un turista di queste sanzioni. Non ci facciamo una bella figura e questo fenomeno si combatte diversamente».


Una compagnia di amici di Vicenza se la ride: «E cosa sarà mai acquistare un borsellino da un extracomunitario, o un paio di occhiali o cos’altro? Multare un cliente ci sembra davvero troppo». Alla vista dei vigili, i clandestini si dileguano, poi tornano. Uno di questi, senegalese, dice di avere il permesso di soggiorno. «Noi cerchiamo solo di sopravvivere- spiega in italiano stentato- di mangiare e aiutare le nostre famiglie. Altro lavoro non ce n’è».

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