Avogaria, con “Non vero (e bello)” Zerbo mette in scena Gozzano

Con “Non vero (e bello)”, lo spettacolo di e con Jacopo Zerbo, storico collaboratore di Dario Fo, che rilegge il nostro presente alla luce della lezione di Guido Gozzano, cala domani, 20 dicembre (inizio alle 21) all’Avogaria il sipario sulla rassegna i “Martedí dell’Avogaria”. Nel centenario della morte del poeta piemontese, “Non vero(e bello)” è un allestimento che mette al centro la vita di Guido Gozzano, in grado di riservare non poche sorprese.
A scuola, infatti, viene presentato semplicemente come un poeta, in realtà Zerbo, attore e regista originario di Mestre attivo da tempo a Milano, fa emergere della personalità di Gozzano elementi che ne fanno qualcosa di più e di diverso, ovvero un poeta che recita, che si mette in scena, talmente bravo da meritare di essere ricordato più per il personaggio che si è costruito in poesia che per l’uomo che era in realtà.
Jacopo Zerbo sceglie Gozzano come suo interlocutore, gli riserva un palcoscenico, una sedia, disegna, anche attraverso le liriche che ci ha lasciato, un universo fantastico popolato di suoi alter ego e di donne che non esistono. «Questo spettacolo può essere un esempio di come un uomo che non vive più possa diventare amico di qualcuno che vive ancora», spiega Jacopo Zerbo. «E come continui a regalare risposte, opinioni e addirittura consigli a chi abbia orecchie e cuore per intendere. Insomma, in scena ci sono due amici che si conoscono molto bene e che nutrono profonda stima l’uno per l’altra».
Gozzano è però anche un artista borghese che come pochi altri comprende la grettezza della classe sociale in cui lui stesso è nato e decide di usare la narrazione poetica per raffigurare ironicamente lo svuotamento di umanità e di sensibilità culturale che pervade il suo tempo.
Jacopo Zerbo, alternando brani gozzaniani a momenti di racconto, ci fa, quindi, conoscere anche un artista che vede la società di cui fa parte involgarirsi e scivolare nell’apatia dei sentimenti. L’ingresso è consentito su prenotazione telefonica ai numeri 0410991967-335372889, avogaria@gmail.com. Info: http://www.teatro-avogaria.it/.
Giuseppe Barbanti
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