Mega yacht come palazzi, proteste a Castello: «Oscurano le nostre finestre sul Bacino»

L’ultimo arrivato è il Multiverse da 120 metri del miliardario russo Mil’ner in occasione della Mostra del Cinema, i cittadini: «Spostateli in Marittima». In Riva Sette Martiri lavori in corso per realizzare il nuovo infopoint al posto del container

Eugenio Pendolini
Lo yacht Multiverse (120 metri) attraccato in Riva Sette Martiri
Lo yacht Multiverse (120 metri) attraccato in Riva Sette Martiri

Spunta una nuova zona d’ombra in Riva Sette Martiri per ripararsi dal sole a picco. Ma no, non è una nuova trovata per mitigare le ondate di calore che hanno asfissiato la laguna. Semmai sono gli effetti indiretti provocati dall’arrivo in laguna dello yacht Multiverse.

E che yacht: lungo quasi 120 metri, in città in occasione dell’inizio della Mostra del Cinema. Di certo la barca, di proprietà di Jurij Mil’ner, fisico e miliardario russo, non è passata inosservata. Tutt’altro. Al punto che diversi residenti di Castello, le cui finestre affacciano proprio su Riva Sette Martiri, si sono decisamente risentiti del fatto che la vista sul Bacino di San Marco e sull’isola di San Giorgio sia stata di fatto oscurata dalle murate del maxi yacht, alto quanto un palazzo di cinque piani.

«Spostateli altrove»

«Le barche che ormeggiano qui sono diventate sempre più grandi», attacca Etele Pechy, residente che si fa portavoce del malcontento degli abitanti della zona, «ma perché non possono ormeggiare alla Marittima? Possibile che ormai tutto in questa città sia piegato alle logiche del profitto? Ora studieremo qualche iniziativa pubblica».

Le esigenze e le richieste della cittadinanza si scontrano ancora una volta con l’economia cittadina e le sue prospettive di sviluppo. Proprio il settore dei maxi yacht, specialmente quelli di lusso, sembra proprio essere tra gli obiettivi perseguiti tanto dal Porto quanto dal Comune di Venezia. E il Multiverse in Riva Sette Martiri sembra proprio rispecchiare questo target.

Barca da 250 milioni

Dal valore di 250 milioni di dollari, si tratta dello yacht da spedizione più grande al mondo (si intende in questo caso una imbarcazione in grado di viaggiare anche in zone remote, come ghiacciai oppure oceani aperti).

Il mega yacht è di proprietà di Jurij Mil’ner, fisico e miliardario russo, con cittadinanza israeliana, tra gli investitori più influenti nel campo della tecnologia, soprattutto applicata alla comunicazione: secondo Forbes, nel 2024, il patrimonio stimato dell’imprenditore è di 5, 9 miliardi di dollari. A bordo, il mega yacht può ospitare fino a 30 persone in 15 lussuose cabine, mentre sono 48 i membri dell’equipaggio che possono trovare sistemazione a bordo.

Settore in crescita

Che lo sviluppo di questo esclusivissimo segmento sia tra le priorità del Porto, lo dimostra la recente pubblicazione della procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento di una concessione demaniale marittima finalizzata allo sviluppo del traffico yachting proprio a Venezia. Il bando riguarda l’occupazione e l’utilizzo degli specchi acquei e delle opere connesse situati presso Riva San Biagio, Punta della Dogana e il pontile demaniale “Ex Adriatica” alle Zattere, oltre a tre posti auto pertinenziali.

La concessione avrà una durata di dieci anni e l’importo complessivo del canone demaniale nominale annuale è stabilito in 558.934 euro. I compendi oggetto della concessione comprendono il Parco Briccole di Punta della Dogana, uno specchio acqueo di circa 9.250 mq nel Canale della Giudecca nel tratto antistante la Punta della Dogana e i Magazzini del Sale; la Banchina San Biagio, lungo il Canale di San Marco, che si sviluppa per una lunghezza di oltre 96 metri; il pontile “Ex Adriatica” alle Zattere, di lunghezza di 112 metri situato sulla sponda nord del Canale della Giudecca. L’ente dovrà ora nominare una commissione per la valutazione delle proposte.

Il nuovo infopoint

C’è poi tutta la sfilza di lavori in corso. A partire proprio dall’elettrificazione delle banchine, e dalla realizzazione di un nuovo infopoint proprio in Riva Sette Martiri. È infatti in fase di completamento il nuovo prefabbricato, realizzato in muratura e con ampie vetrate (tre metri di altezza e oltre dieci di lunghezza) destinato a rimpiazzare il piccolo container finora utilizzato per i servizi informativi e di accoglienza riservati a passeggeri ed equipaggi delle imbarcazioni ormeggiate lungo la Riva.

L’intervento è stato realizzato nell’ambito del progetto da due milioni di euro (fondi Pnrr) per l’elettrificazione della banchina di Riva Sette Martiri che, una volta completato, permetterà agli yacht e alle crociere fluviali di spegnere i motori e di abbattere le emissioni durante l’ormeggio in banchina I lavori sono stati realizzati in sinergia con il Comune di Venezia, che nell’ultimo anno ha completato il rifacimento della pavimentazione e il consolidamento della riva con un finanziamento di oltre 6 milioni di euro.

È stato così garantito l’allacciamento alla rete elettrica e agli altri sottoservizi. Oltre che in un’ottica di riqualificazione e di sostenibilità ambientale da ottenere grazie all’elettrificazione delle banchine, l’intervento va letto anche alla luce del dichiarato obiettivo dell’Autorità di puntare forte sul segmento degli yacht di lusso in città. Con buona pace dei residenti che, a quanto pare, dovranno fare il callo alla nuova visuale che sempre più spesso comparirà davanti a Riva Sette Martiri.

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