Vertenza tra Actv e sindacati ora si finisce a carte bollate

Sul tavolo la disdetta degli accordi da parte dell’azienda a metà marzo Incontro di Cgil, Uil, Usb e Ugl per concordare una strategia comune



La vertenza Avm potrebbe finire presto a carte bollate. Scioperi, presìdi, mozioni all’unanimità e appelli al dialogo fino a questo momento non hanno portato a nessuna soluzione. Nel frattempo, il clima in città si fa sempre più pesante. Non si placano le proteste degli utenti per i ritardi a battelli e autobus, conseguenza dei nuovi turni di lavoro decisi dal sette di aprile e del rispetto scrupoloso di codice della strada e della navigazione messo in pratica dai lavoratori. Quella delle vie legali, per il momento, resta un’ipotesi e con tutte le incognite del caso, legate anche ai tempi biblici della giustizia italiana. Ma sta di fatto che parte delle sigle sindacali ha già messo in preallarme gli avvocati. Dal canto suo, l’azienda si dice sicura di aver agito nel pieno della legalità come confermato dalla commissione di garanzia che ha confermato la legittimità degli atti unilaterali con cui sono stati riformulati i turni da inizio aprile. Una lettura, quest’ultima, contestata dai rappresentanti dei lavoratori.

A dimostrazione di come le posizioni restino distanti, quasi in maniera incolmabile. Giovedì sera i delegati di Cgil, Uil, Usb e Ugl hanno avuto un incontro esplorativo con gli avvocati. Non c’era la Cisl, a testimonianza di come il fronte sindacale sia ormai spaccato, che nei giorni scorsi ha deciso di incontrare l’azienda per studiare una via d’uscita dall’impasse di questi mesi. Ad ogni modo, sul tavolo dei legali, giovedì, è finita sia la disdetta degli accordi per come riformulata dall’azienda a metà marzo (con la parte normativa sui turni di lavoro modificata unilateralmente, cioè senza accordo, da inizio aprile e quella economica con il taglio alle indennità posticipata a luglio), sia la comunicazione dei giorni scorsi della commissione di garanzia. Nel documento si legge che il divieto di azioni unilaterali si intende valido “per l’intera procedura di raffreddamento” e si intende concluso dopo il tentativo di conciliazione. “Bisogna ripensare il futuro dell’azienda indipendentemente dal turismo, abbiamo deciso di attivare i legali perché la nostra lettura è opposta a quello che dice l’azienda”, spiega Valter Novembrini (Cgil), “il 15 marzo l’azienda ha riformulato la disdetta per come presentata a fine gennaio, e nel frattempo non sono passati 90 giorni”. “I documenti presentati sono completamente diversi, quindi ora c’è una procedura di raffreddamento ancora in piedi”, aggiunge Francesco Sambo (Uil). Avm, alle prese con un buco di bilancio da oltre 60 milioni di euro a causa del crollo delle presenze turistiche, in una nota aveva invece confermato la legittimità degli atti unilaterali “a seguito dell’incontro negativo in Prefettura il 24 febbraio”. L’azienda, con il direttore del personale Carlo Alberto Papaccio aveva poi ribadito la disponibilità a continuare il tavolo di confronto con i sindacati. Nel frattempo, in città non si placano le proteste. Segnalazioni di ritardi da parte degli utenti sono all’ordine del giorno. Vale per le linee di navigazione che collegano le isole (linea 4. 1, 4. 2, ma anche 5. 1 e 5. 2), ma anche per le linee degli autobus in terraferma (2, 5, 6 4L e 24). Sintomo del clima teso, l’aggressione verbale ad un autista arrivato in ritardo a piazzale Roma. —



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