Venezia, si butta dal Ponte della Libertà: «Ecco come l’abbiamo salvato»
Il racconto di Federico Milan, il tassista che per primo ha visto il giovane spogliarsi e camminare con le braccia aperte lungo il muretto che divide la strada dalla ferrovia. Un salvataggio interforze, al quale ha partecipato il comandate Marco Agostini, che l’ha caricato sul motoscafo

«Avevo appena riportato delle persone a Venezia, quando tornando a Mestre, all’altezza della rampa di San Basilio, ho visto un giovane con i capelli lunghi che si levava giaccone, pantaloni, gettava il borsello a terra e si incamminava in mutante mezzo alla strada, saltava sulle grate della Questura, così sono corso al posto di guardia di Santa Chiara e ho chiamato la Polizia».
L’avvistamento
A raccontare la notte concitata di venerdì, è Federico Milan, tassista notturno, che all’una e mezzo del mattino, si trovava al posto giusto al momento giusto. Ed è grazie a lui e alle forze dell’ordine sopraggiunte, se il giovane milanese che aveva abusato di sostanze, è vivo.
Quando con gli agenti il tassista ha cercato il ragazzo, era stato risucchiato nel buio. Di lui non c’era più traccia. «A un certo punto un collega tassista mi ha chiamato, dicendomi che era riapparso sul ponte della Libertà. Camminava sul muretto che costeggia la ferrovia, proprio nel punto dove un turista era morto, ho proseguito in auto a passo d’uomo e l’ho scorto, in stato confusionale, con le mani alzate. Ho buttato un occhio nelle specchietto retrovisore e ho visto un’auto della Locale proprio dietro di me, così mi sono messo di traverso e ho chiesto aiuto».
La caduta dal muretto e la corrente
La donna si è subito fermata nonostante avesse finito il turno e stesse andando a casa. «Assieme a una agente che tornava dopo aver terminato il servizio, siamo andati da lui e lo abbiamo raggiunto. Ma mentre gli parlavamo per farlo desistere, è volato dentro il pertugio che si apre tra ponte e ferrovia proprio dopo la doppia curva prima del rettilineo. Lo abbiamo cercato con le torce del cellulare, ma non si vedeva nulla: sono arrivati rinforzi, polizia e vigili, ma niente. Avevamo pensato al peggio, quando lo abbiamo sentito urlare nel buio, la risacca lo aveva portato verso l’isola di San Secondo».
La Polizia locale e il ripescaggio del comandante
La seconda parte del salvataggio, ha visto protagonista il comandante generale della Polizia locale, Marco Agostini. Dalla Control room del Tronchetto, avvisati dalle pattuglie, la centrale operativa ha subito fatto partire due imbarcazioni della Locale. «Lo abbiamo avvistato e salvato» spiega Agostini «io assieme al mio motoscafista, poi è sopraggiunta un’altra imbarcazione in supporto».
Il turista sarà denunciato
Il giovane, un turista milanese in stato di alterazione da droghe, è stato poi portato al Pronto soccorso da un’idroambulanza giunta per stabilizzarlo dopo il salvataggio. Se l’è cavata, ma non la passerà del tutto liscia.
Sarà denunciato per uso di sostanze. Deve la vita all’intervento coordinato di polizia di Stato, polizia Locale, al tassista che si è accorto per primo di lui e che con la vigilessa non ha smesso di cercarlo nonostante pioggia e vento e alla fine ha sentito le sue urla disperate in lontananza, mentre veniva portato via dalla corrente. «È finita bene» conclude il tassista «se non lo avessimo cercato, poteva andare peggio, di certo non sarebbe vivo, magari sarebbe stato ritrovato giorni dopo, chissà dove».
Tassisti tra salvataggi e situazioni pericolose
«Lavoro assieme a mio padre. Io solo la notte, lui di giorno» racconta Federico «e dal 2020, da dopo il Covid, questo mestiere è diventato non dico impossibile, ma davvero a rischio. Ne vediamo davvero di tutti i colori: le forze dell’ordine fanno il possibile, ma posso testimoniare che accade davvero di tutto, anche a piazzale Roma». Tra sbandati, gente che litiga, persone alterate, drogati e violenti. «Alcuni di noi se la sono vista brutta, un collega è stato preso a pugni». Continua: «E davvero, tante volte facciamo del bene. Penso a quando portiamo le signore di una certa età a giocare al Casinò e al ritorno ci assicuriamo che entrino a casa, perché hanno paura. O alle ragazze impaurite che piangono perché magari qualcuno le ha importunate, e noi le aiutiamo. O quando il mio collega ha aiutato a far partorire una donna in auto, o ancora a quando abbiamo sventato delle truffe agli anziani. Sa quante persone ci chiedono aiuto, ci pregano di scendere e andare con loro e aspettare che chiudano la porta di casa?»
Tre giorni di follia
Domenica un ragazzo appena maggiorenne, dalla sua altana ha iniziato a tirare vasi di fiori in fondamenta San Felice, per fortuna senza fare male a nessuno. Ma è stato un caso, perché poteva prendere qualcuno in testa. La Polizia locale è intervenuta e il ragazzo è stato fermato e portato in ospedale.
Sabato, invece, un ragazzino si è tuffato da un lancione granturismo dopo una lite con la madre e se l’è fatta a nuoto fino a Riva degli Schiavoni, rischiando la vita.
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