Venezia resta chiusa serrande abbassate nelle Mercerie Spenta la Piazza

Il cambio di colore non basta. Magliocco (Ascom): «Manca la fiducia» De Checchi (Artigiani): «Bene i parrucchieri, ma ci sono morti e feriti» 

il racconto

venezia

Come se l’arancione non fosse mai arrivato, e con il cambiamento cromatico anche la riapertura dei negozi, Venezia resta sostanzialmente chiusa. Il ritorno improvviso dell’inverno, il vento gelido di ieri mattina, lo scetticismo, la stanchezza, l’ormai costante assenza di turisti hanno lasciato quasi immutato l’aspetto delle scorse settimane.

la piazza

Nonostante l’allentamento delle misure restrittive, Piazza San Marco resta con le vetrine spente, ormai rifugiata nell’attesa. Saracinesche abbassate ovunque, cartelli con la scritta Affittasi ingialliti. Pochissimi negozi aperti anche nelle Mercerie e nelle zone dello shopping.

negozi chiusi

Se Zara in Bacino Orseolo e Benetton a San Bartolomeo hanno acceso di nuovo i faretti, la musica, e messo in vetrina le collezioni della primavera, altrove un negozio su cinque è rimasto chiuso.

«Per noi non è una questione di colori, ma un problema di turismo - dice il presidente dell’Ascom, Roberto Magliocco - Se a Venezia non ci sono turisti, non ha senso riaprire, soprattutto per i negozi che vendono specialità locali».

L’ennesimo passaggio da un colore all’altro, invece di infondere speranza, ha accresciuto le inquietudini. Per quanto durerà? E se tra quindici giorni si dovesse chiudere tutto di nuovo?

la sfiducia

«Aprire e chiudere un negozio o un bar ha il suo costo, che è piuttosto alto - continua Magliocco - per ripartire dopo i vari lockdown c’è chi ha dato fondo ai propri risparmi. Per molto tempo i commercianti hanno sperato nella ripresa. Ora sento, invece, che la gente è sfiduciata, che si è persa d’animo. I contributi non arrivano e ci sono sempre più negozi vuoti».

l’area marciana

A soffrire di più è l’area marciana, che ieri appariva deserta come la primavera scorsa. Maggior animazione nei sestieri meno centrali, ma con più residenti, come Cannaregio o Castello.

Nessuna esitazione a riaprire, invece, da parte di parrucchieri, barbieri ed estetiste, che ieri mattina hanno riaperto tra la massima riconoscenza, prossima alla commozione, delle clienti.

i parrucchieri

«Siamo contenti per la ripresa dei parrucchieri e dei centri estetici - spiega il segretario dei Confartigianato, Gianni De Checchi - ma restano sul tappeto morti e feriti. Purtroppo la campagna di vaccinazione sta andando a rilento. In ogni caso un altro periodo in zona rossa sarebbe un disastro per tutti». —



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