Venezia, mani in tasca a un turista all’imbarcadero, prese due borseggiatrici rumene

Gli agenti della polizia locale le hanno fermate con le mani nelle tasche di un turista francese. Lunedì la direttissima, sono libere ma hanno il divieto di dimora in comune di Venezia

Marta Artico

 

Arrestate domenica, sono già di libere, ma la prossima volta, se vengono nuovamente pizzicate a borseggiare qualcuno, potrebbero finire in carcere.

La guerra sferrata dalla Polizia locale alle pickpocket assomiglia alla Battaglia di Grande inverno del Trono di Spade, colpi inferti che atterrano l’avversario che si rialza come nulla fosse.

Solo qualche giorno fa una donna era stata trovata a borseggiare una turista di El Salvador nel bus numero 2 in via Piave, gli agenti l’avevano seguita assieme ai suoi complici, smontando ad ogni fermata e risalendo ogni volta per capire se qualcuno era stato borseggiato, per poi pizzicarla in via Piave. Domenica è passata dal bus all’imbarcadero del vaporetto della linea 2.

Assieme a una collega anche lei di origine romena di 63 anni, nota conoscenza degli agenti già denunciata a piede libero, ha puntato una famiglia di francesi con zaini e trolley, che stava accedendo ai tornelli per salire in battello.

Nel momento in cui erano in fila, rallentati nei movimenti e stavano entrando, la 63enne ha messo la mano nella tasca della giacca del capo famiglia, che era bella piena, pensando di trovarvi il portafoglio. Ma erano solo effetti personali.

È allora che sono entrati in azione gli agenti della Polizia locale in borghese che tenevano entrambe sotto occhio. Le due borseggiatrici sono state entrambe arrestate, ieri c’è stata la direttissima e oggi sono già libere. Questa volta, però, hanno l’aggravante del divieto di dimora in comune di Venezia, pertanto se vengono nuovamente pizzicate a rubare, potranno finire in carcere.

 

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