Cade in mountain bike e muore: aperta un’inchiesta

Escursione fatale in Trentino il giorno di pasquetta. Marco Scantamburlo, 53 anni, era caduto per evitare un dosso e una buca.

Alessandro Abbadir
Marco Scantamburlo
Marco Scantamburlo

Va a fare una escursione in allegria con la moglie e gli amici in Trentino, ma sulla pista ciclabile che dalla Valsugana porta a Caldonazzo, a causa di un avvallamento e del fondo scosceso, cade a terra e batte violentemente la testa. Dopo qualche giorno è morto. È successo a Olle, Borgo Valsugana.

Marco Scantamburlo, 53 anni, imprenditore artigiano del comparto edile di Scorzè, lo scorso 6 aprile, giorno di Pasquetta, insieme con la moglie Cosetta e un’altra coppia di amici era andato in Trentino per fare un giro in mountain bike. Una grande passione, quella per le due ruote, che appena poteva praticava.

«Marco» racconta la cugina Barbara, assessore a Scorzè «era da sempre appassionato di escursioni in bici. Era andato a fare un giro in montagna per le vacanze pasquali. Sulla ciclabile fra la Valsugana e Caldonazzo non è riuscito ad evitare un dosso e poi una grande buca. È finito a terra a gran velocità battendo la testa sull’asfalto della ciclabile. Subito si è capito che era rimasto ferito gravemente. Durante i soccorsi ha accusato due arresti cardiaci e, a causa della caduta, si era fratturato la mandibola».

L’uomo è stato portato in ospedale con l’elisoccorso. Dopo qualche giorno di ricovero all’ospedale Santa Chiara di Trento, Scantamburlo è morto.

L’uomo ha donato gli organi come estremo gesto di generosità.

Il 53 enne risiedeva in via Castellana a Scorzè ed era titolare dell’azienda Piesse costruzioni Snc, insieme con un altro socio. Una persona molto apprezzata per serietà e competenza nel suo settore.

«Ora» spiega la cugina «ci sarà una indagine della Procura di Trento, per chiarire eventuali responsabilità». Bisognerà capire insomma se l’uomo è caduto a causa di un malore che ha provocato successivi arresti cardiaci o se gli arresti cardiaci sono stati causati invece dal trauma che ha subito per la caduta. Caduta dovuta al dosso e alla buca sulla ciclabile.

Oltre alla bicicletta, Scantamburlo aveva diverse passioni. Aveva giocato in gioventù a calcio in diverse squadre amatoriali della zona.

Nella sua azienda, oltre a fare il muratore, si occupava anche della parte burocratica e impiantistica.

Sulla sua epigrafe i famigliari hanno scrivere una dedica che rimanda a Sally di Vasco Rossi. «Che la tua forza e la tua positività ci accompagnino oggi e per sempre: perché la vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia…».

Scantamburlo lascia la mamma Morena, il papà Marcello, la moglie Cosetta, i figli Giovanni ed Emma, il fratello Andrea, la sorella Lara, i cognati, le cognate, i nipoti, la suocera.

I funerali saranno celebrati mercoledì alle 15 nella chiesa arcipretale di Scorzè.

La famiglia invita a devolvere eventuali offerte non in fiori, ma favore di Fondazione Betulla, una realtà che aiuta le persone fragili e disabili. 

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