Pescherie a Venezia, bufera sul progetto di restyling. Gli architetti: «Violato il diritto d’autore»
Il caso a Rialto, è scontro tra l’associazione dei professionisti e la Fondazione Musei Civici. Pomo della discordia il progetto della passerella per collegare i due edifici

È scontro tra l’Associazione degli architetti veneziani e Fondazione Musei Civici. Il pomo della discordia? Il progetto di riqualificazione delle nuove Pescherie, a Rialto, con cinque architetti che puntano il dito contro Muve, accusandola di aver violato il diritto d’autore e di essersi impossessata indebitamente di una loro proposta, che vede al centro una passerella per collegare i due edifici.
Il progetto
Tutto è nato nel 2022, quando cinque architetti dell’Associazione (Massimo Bergamini, Roberto Cesarin, Odino dell’Antonio, Piero Mariutti e Matteo Pandolfo) hanno presentato un progetto «autonomo e indipendente, coperto da copyright», sul recupero delle Fabbriche della Pescheria.
«Nello specifico», fanno presente i progettisti, «veniva presentata in maniera del tutto originale l’idea di collegare i due edifici che compongono la Pescheria con una passerella sospesa, prospettando tre soluzioni volumetriche uguali ma con una finitura estetica diversa, per stimolare l’eventuale dibattito sul progetto». Nel 2024, Muve incarica lo studio Barman, degli architetti Roberta Bartolone e Giulio Mangano di effettuare un documento di fattibilità, contenente due alternative progettuali: una piastra e una passerella. Scartata la prima, la seconda è stata subito individuata come la soluzione più vantaggiosa.
La polemica
Lo scorso gennaio, Muve ha pubblicato la procedura per l’affidamento dei servizi di architettura e ingegneria da espletarsi sulle Pescherie, sulla base del progetto preliminare fatto redigere dalla Fondazione. «Consultando la documentazione», spiegano i cinque progettisti dell’Associazione, «con stupore e disappunto abbiamo constatato che una delle soluzioni da noi pubblicate è stata sostanzialmente riprodotta e posta alla base della gara nel Documento di fattibilità delle alternative progettuali e confermata nel Documento di indirizzo progettuale».
In sostanza, il progetto commissionato a Barman propone una passerella che si discosta di pochissimo da quella progettata dall’Associazione. «Siamo molto perplessi su quanto è accaduto», commentano, «specialmente perché subìto da un ente pubblico, dal quale non siamo mai stati contattati, sebbene autori di un progetto certamente originale, del quale si ritiene sia stato fatto un uso del tutto indebito».
Così, i cinque architetti hanno deciso di farsi sentire e, lo scorso lunedì hanno mandato una mail alla Fondazione chiedendo spiegazioni in merito e annunciando l’intenzione di procedere per vie legali. «Se fossimo stati contattati, avremmo certamente dato l’ok per usare la nostra idea, ma questo atteggiamento è stato scorretto e non intendiamo lasciarlo cadere», aggiungono. Il loro avvocato, d’altronde, ha già confermato che potrebbero esserci gli estremi per una violazione del diritto d’autore. E, quindi, potrebbero essere coinvolti anche i progettisti di Barman.
Muve: «Nessuna violazione»
Lo studio associato Barman, con sede a Castello, per ora non ha ricevuto alcun tipo di comunicazione e fa sapere che «rilascerà dichiarazioni solo nel momento in cui verrà contattato dalla stazione appaltante».
A rispondere, invece, è Mattia Agnetti, segretario organizzativo di Muve: «Il Comune di Venezia ci ha dato la proprietà del bene nel 2015 e, da quel momento, abbiamo iniziato a fare una riflessione tecnica di progettazione rispetto alla Pescheria, in cui la passerella era già stata contemplata, ben prima del 2022». Non solo, il segretario Agnetti fa anche presente che «nessuno ha mai incaricato i cinque architetti di fare quel progetto che, tra l’altro, hanno presentato alla cittadinanza senza mai confrontarsi con noi».
I rapporti sembrano tutto tranne che tranquilli ed è facile ipotizzare che si possa arrivare ad un testa a testa legale, cosa che rischia di provocare ulteriori ritardi alla riqualificazione delle Pescherie, attesa da anni dai residenti.
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