Martellago, Primo maggio con il vescovo Tomasi: «Lavorare è trasformare il mondo»

Messa solenne e dibattito con i giovani: l’incontro è stato organizzato dalla Diocesi in collaborazione con le Acli provinciali 

La messa del vescovo Tomasi
La messa del vescovo Tomasi

La grandezza del lavoro, anche in senso biblico, è stata al centro dell’omelia del vescovo di Treviso Michele Tomasi, questo 1°maggio a Martellago per incontrare i giovani. L’incontro, promosso dalla Diocesi con le Acli provinciali di Venezia e Treviso, ha visto prima la messa solenne e poi un dibattito con i ragazzi e i residenti di Martellago. 

«Il lavoro», ha detto il vescovo,  «non è soltanto attività produttiva, ma espressione della relazione con Dio. Anche il riposo ne fa parte, perché tutto è inserito in quella benedizione originaria iscritta nella creazione. Lavorare significa coltivare e trasformare il mondo, ma anche costruire relazioni buone: nelle famiglie, tra i popoli, nell’intera umanità e nel rapporto con il creato».

Le letture di questa festa mettono in luce la grandezza del lavoro. «Esso non serve solo al sostentamento, ma è anche via di realizzazione personale e contributo al bene comune. L’essere umano è chiamato a essere “co-creatore”, collaborando all’opera di Dio», prosegue Tomasi, «Il lavoro diventa così la grammatica della società: il linguaggio attraverso cui le persone si esprimono, si incontrano e costruiscono armonia. In questa prospettiva, il lavoro assume anche una dimensione spirituale. Illuminato dalla risurrezione di Cristo, esso contiene un riflesso della vita nuova: un segno dei “cieli nuovi e terra nuova” che si costruiscono anche attraverso la fatica quotidiana. Gesù stesso, il figlio del falegname, ha condiviso pienamente la condizione umana, lavorando con mani d’uomo e amando con cuore d’uomo».

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