Venezia, nuovi stalli per i porter a Santa Lucia e piazzale Roma: ecco come funzionano
Entrano in vigore le nuove regole per i portabagagli autorizzati: 24 stalli davanti alla stazione Santa Lucia, sei al ponte di Calatrava e cinque a piazzale Roma. Il Comune punta a contrastare il disordine e tutelare gli operatori regolari, ma i porter contestano la posizione delle postazioni.

Giro di vite per regolamentare gli stalli dei portabagagli autorizzati. Sono state svelate ieri le tre nuove postazioni che ospiteranno i carrellini dei porter alla stazione Santa Lucia, al ponte di Calatrava e in piazzale Roma.
L’ordinanza – che entra ufficialmente in vigore da oggi, pur con una prima opposizione da parte degli stessi operatori del servizio – punta a rimettere ordine nei tre grandi punti di accesso alla città. E, ha spiegato la vicesindaco Francesca Zaccariotto, offre anche uno strumento in più contro l’abusivismo, concentrando gli operatori regolari in spazi precisi e riconoscibili. Un fenomeno, quello dei porter abusivi, andato in scena anche ieri mattina.
Il punto cardine dell’iniziativa, ha spiegato l’assessore al Commercio Sebastiano Costalonga, è uno: «Basta disordine, la situazione andava presa in mano. Ora gli stalli per i portabagagli saranno collocati in aree selezionate, e non saranno più sparpagliati senza ordine nel piazzale della stazione Santa Lucia».
Secondo Costalonga, Venezia è la prima città italiana ad adottare una soluzione simile. Anche per questo si sono susseguiti confronti tra Comune, Soprintendenza archeologica e Grandi Stazioni. Solo una categoria pare non essere stata coinvolta nel confronto: quella degli stessi porter, che ieri all’inaugurazione hanno sollevato dubbi e richieste sul posizionamento degli spazi.
L’approvazione del nuovo regolamento di polizia municipale, lo scorso maggio, è stata solo il primo tassello. Ieri mattina, di buon’ora, gli operai hanno posato le placchette argentate che delimitano i 24 stalli davanti alla stazione, accanto alla rampa per le persone con disabilità, oltre a sei postazioni al ponte di Calatrava e cinque vicino alla fermata del People Mover di piazzale Roma. Una piccola geometria dell’ordine, disegnata a terra.
«Questo sistema più ordinato si è reso indispensabile per preservare il decoro di una città così unica», ha evidenziato Costalonga. «In questi giorni la polizia locale si attiverà per spiegare nel dettaglio le regole ai porter, anche nell’ottica di migliorare il servizio. Valuteremo la possibilità di dialogare con l’ente Grandi stazioni per installare una segnaletica che indichi le nuove postazioni».
Il problema nasce dalla percezione di disordine. Il richiamo è alla teoria delle «finestre rotte», diventata negli anni Novanta uno dei riferimenti delle politiche di ordine urbano a New York: l’idea che il degrado visibile, anche minimo, finisca per alimentare insicurezza e ulteriore disordine. A Venezia il ragionamento è più semplice: file ordinate, punti fissi, meno carrelli sparsi davanti agli arrivi dei treni.
«Da un punto di vista normativo, i portabagagli non hanno un tetto massimo per il numero di licenze», ha sottolineato Zaccariotto.
«Non ci sono limiti al numero di “Scia”, ossia il permesso per operare, emessi a Venezia. Questo ci ha portati a un rischio di ingovernabilità. Con questi stalli prestabiliti, che funzionano un po’ come le file di taxi nelle grandi stazioni, così cerchiamo di dare più garanzie di ordine e sicurezza ai turisti che arrivano in città. Inoltre, offre maggiori tutele a chi opera in regola».
Da oggi, dunque, si parte. Con un periodo iniziale di accompagnamento per consentire agli operatori di imparare le regole e adattarsi. Poi scatteranno le sanzioni: da 25 a 300 euro e, in base alla gravità e al numero delle violazioni, anche il sequestro del carrellino.
Sotto la regia della polizia locale comincia così una fase di sperimentazione. E già ieri i primi attriti non sono mancati. Alcuni porter hanno preso posizione nei nuovi stalli e si sono accorti che, soprattutto a Santa Lucia, gli spazi si trovano ai margini della piazza, fuori dal flusso principale dei turisti in uscita. Da qui la richiesta di poter mantenere alcuni carrelli più al centro, come richiamo visibile del servizio. Per ora, risposta negativa.
Resta infine il fronte dell’abusivismo. I porter «fai-da-te», presenti da anni nelle zone di maggiore passaggio turistico, non spariscono con una placca a terra. Ieri è bastato svelare i nuovi stalli a Santa Lucia e fare due passi verso piazzale Roma a controllare gli altri in corso di installazione, per imbattersi in uno di questi: niente pettorina, niente carrellino. Due valigie portate a mano su e giù dal ponte di Calatrava e, alla fine, la richiesta a una coppia di anziani turisti giapponesi: 20 euro (vedi foto). Il nuovo ordine, ancora prima di entrare in vigore, aveva già trovato il suo contrario.
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