Venezia, terremoto nella maggioranza. Giusto e Lady Pickpocket lasciano la Lega: «Noi umiliati»

Prime tensioni nel centrodestra veneziano. I consiglieri Giovanni Giusto e Monica Poli lasciano la Lega denunciando di essere stati “umiliati”. Venturini: «Sono cambiati gli equilibri della maggioranza»

Maria Ducoli
Giovanni Giusto e Monica Poli
Giovanni Giusto e Monica Poli

Bagarre in casa Lega, i consiglieri Giovanni Giusto e Monica Poli, per tutti Lady Pickpocket, lasciano il Carroccio per entrare nel Gruppo misto. L’annuncio, da parte di Giusto - per due mandati consigliere delegato alle tradizioni, la cui delega è stata rinnovata ieri dal neo sindaco Simone Venturini - è avvenuto durante la discussione del primissimo Consiglio comunale. Nonostante il passaggio al gruppo misto, Giusto tiene stretta a sé la propria delega.
«Non possiamo essere trattati come invisibili», ha dichiarato Giusto, «quando sommando i voti miei e di Monica abbiamo raccolto il 30% delle preferenze. Eppure, per il nostro movimento siamo proprio questo: invisibili. Siamo stati umiliati».

Giusto e Lady Pickpocket: "In Lega siamo invisibili. Liquidati con un sms"

Giusto racconta di «aver ricevuto una chiamata con pochissimo segnale e di cui non ho capito nulla, seguita da un messaggio Whatsapp da parte di chi ho sempre servito, difendendo a spada tratta il mio movimento. Abbiamo bisogno di capire le motivazioni di questo comportamento in un contesto in cui, è chiaro, la meritocrazia non esiste».
Al centro della bagarre, la nomina di Riccardo Brunello ad assessore ai lavori pubblici. Il giovane amministratore under 40, infatti, alle urne ha ottenuto 267 voti, risultando il quarto più votato della Lega. Al primo posto, Monica Poli con 603 voti, Sebastiano Costalonga (riconfermato assessore al commercio) con 529 preferenze e Giovanni Giusto, che ne ha ottenute 331. Insomma, la nomina di Brunello ad assessore non è andata giù ai due consiglieri.

I dem all’attacco 

La dem Giulia Albanese, capogruppo del Pd, ha colto l’occasione per lanciare la prima critica all’amministrazione gialla: «Un partito come la Lega non è più rappresentato in Consiglio ma solo in giunta», riflette, «fa pensare che la nomina degli assessorati sia avvenuta in modo meno consensuale di quanto abbiano voluto far apparire».

Appena il tempo per finire la frase, che i toni della maggioranza si sono alzati, facendole notare che non era pertinente rispetto a quel punto dell’ordine del giorno. Intanto, non ancora arrivati alla fine della prima assemblea cittadina, gli equilibri erano già cambiati: se Giusto e Poli hanno garantito al sindaco il loro appoggio, è anche vero che, di fatto, il centrodestra ha perso qualche pezzo. E bisognerà vedere se quel sostegno promesso si tradurrà in voti favorevoli alle proposte, soprattutto sul tema dei lavori pubblici. «Sono cambiati gli equilibri della maggioranza», ha ammesso Venturini durante il suo intervento conclusivo.

La risposta dell’assessore leghista

L’assessore ai lavori pubblici, Riccardo Brunello, davanti alle critiche velate mosse dai tue ormai ex leghisti risponde: “Non sapevamo nulla, prendiamo atto della loro scelta. Un attacco nei miei confronti? Non l’ho percepito così”, ha dichiarato, “e comunque sono scelte che fa il partito”.

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia