Venezia. Danze e musiche su vaporetti e imbarcaderi

Il progetto «Moving the city» della Biennale: cinque gruppi di ballerini e strumentisti
Due immagini dell’esibizione promossa da Biennale Danza
Due immagini dell’esibizione promossa da Biennale Danza
VENEZIA. Nella calma del pomeriggio veneziano, attorno ad alcuni imbarcaderi e nei vaporetti Actv, si sono improvvisamente scatenate le danze e le musiche della Biennale. Il progetto «Moving the city», ideato dal direttore del settore danza della Biennale, Ismael Ivo, ha visto 25 ballerini dell'Arsenale della Danza e musicisti del Conservatorio, divisi in 5 gruppi sparsi, «dialogare» con sorpresi quanto interessati cittadini. «Per una volta, la città del turismo è tornata ad essere uno splendido teatro per i veneziani» ha detto soddisfatto Ivo alla fermata di San Tomà, dopo la conclusione della performance che era partita dalla Salute. Tra gli altri imbarcaderi e vaporetti «danzanti», ci sono stati quelli di San Zaccaria, San Giorgio, Redentore, Rialto, Accademia, San Marco e Piazzale Roma.


L'evento, che si conclude stamane, è frutto di un intenso lavoro di ricerca storico architettonica, musicale e coreografica: ogni performance è stata creata con riferimento intenzionale al luogo in cui si è svolta e alla sua storia interpretata dalla danza. «E' importante - ha sottolineato Ivo - vedere la danza non come un'isola ma come uno strumento per dare ai ballerini e ai coreografi emergenti la possibilità di comunicare con la città. Venezia è ancora una straordinaria fucina di cultura al di là del tempo che sembra scandito dal ritmo dell'acqua». Con questa iniziativa, il direttore della Biennale Danza ha voluto dare una risposta veneziana a quanto già accade a New York, dove giovani danzatori e musicisti si esibiscono nelle stazioni del metrò.

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