Venezia, commerciante non paga l'affitto per la crisi: il Tribunale (per ora) le dà ragione

Coronavirus e acqua alta di novembre: bloccata la penale di 6 mesi di affitto (27 mila euro) a favore della proprietà, in attesa del merito 
Calle de le Rasse, a San Zaccaria
Calle de le Rasse, a San Zaccaria

VENEZIA . È una commerciante cinese di pelletteria in calle Vallaresso, la prima ad ottenere dal Tribunale di Venezia il blocco del pagamento della “penale” di 6 mesi di affitto (alla proprietaria veneziana del fondo), per aver interrotto il contratto di locazione a causa della crisi che si è abbattuta sulla città e la sua attività: ora per il coronavirus, ma già prima per l’Acqua Granda del 12 novembre.

Per il momento si tratta di un provvedimento che il giudice civile ha concesso d’urgenza, in attesa del giudizio di merito, ordinando alla banca - con la quale la commerciante aveva acceso una fideiussione, a garanzia dell’affitto - di non pagare la penale di 4.500 euro al mese, per sei mesi.

«Si tratta del primo provvedimento di una serie, ne sono convinto», commenta l’avvocato Jacopo Molina, «perché il doppio stato di emergenza piombato su Venezia, prima di un anno per l’acqua alta e ora (di 6 mesi) per l’epidemia, hanno portato all’azzeramento degli incassi di molte attività. Di ogni natura: ho pronti ricorsi per altri negozi di pelletteria, un agente di cambio, una gioielleria. Si tratta di una crisi che rende impossibile il pagamento degli affitti, non certo per volontà dei commercianti, che ora sono stati costretti a chiudere perché in “zona rossa”, ma che già da novembre erano quasi fermi a causa delle conseguenze dell’alluvione».

Il ricorso è stato presentato al Tribunale, infatti, sostenendo che la «risoluzione immediata del contratto di locazione» sia dovuta a «impossibilità della prestazione non imputabile alla debitrice, per causa di forza maggiore e per sopravvenuta eccessiva onerosità per il verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili».
Il negozio in questione è stato riconsegnato il 27 marzo.

La proprietà, da parte sua, ha chiesto al Monte dei Paschi di Siena di riscuotere la fideiussione semestrale, ma ora è intervenuto il provvedimento della giudice Daniela Bruni, che ha ordinato alla banca di «non pagare quanto richiesto da Ma.Na. Srl e comunque non rivalersi sulla parte». Tra i motivi della decisione anche il fatto che «appare opportuno attendere, prima di disporre per il prosieguo, lo stato della normativa, visto che è in continua evoluzione e segue l’andamento dell’epidemia». —
 

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