«Vaccinato l’80% degli ottantenni con l’antinfluenzale siamo al 60%»

la situazione
«Metti in piedi un’organizzazione così grande e complessa ma poi, praticamente dalla mattina alla sera, ti dicono che ti devi fermare. Provare una sensazione di avvilimento penso che sia inevitabile. Spero solo che questi giorni ci aiutino a tirare il fiato, confidando che la settimana prossima arrivino le dosi e il loro numero sia sempre crescente nelle settimane a venire». Le parole di Vittorio Selle, direttore del Servizio igiene e sanità pubblica dell’Usl 3, ripetono quelle pronunciate solo pochi giorni fa dal direttore generale dell’azienda sanitaria Edgardo Contato che si diceva «frustrato» per la situazione.
«Coordino le squadre vaccinali e, allo stesso tempo, somministro le dosi», prosegue Selle, «Tra gli anziani non ci sono no vax o complottisti. O meglio, ci sono, ma sono veramente in percentuale minima. I nostri anziani hanno visto con i loro occhi i disastri fatti dalle malattie infettive e, per questo, hanno una disponibilità totale nel capire l’importanza dei vaccini che salvano letteralmente la vita delle persone. I no vax hanno qualche decina d’anni in meno». C’è da dire, però, che la diserzione degli ultimi giorni sembrerebbe suggerire altro: «Tra vaccinazioni e prenotazioni abbiamo completato circa l’80% di tutti gli ultra 80enni. Ricordo che con l’antinfluenzale non arriviamo nemmeno al 60%. Comunque invieremo delle ulteriori lettere nella speranza di raggiungere anche chi, finora, si è sempre tirato indietro».
Intanto è stata abbattuta la soglia simbolo dei 40 mila vaccinati tra gli over 80: in tutto sono 40.381, di cui poco più della metà (20.819) hanno completato la profilassi. «Non dimentichiamo che ci sono anche diversi anziani che non escono di casa o che non sanno accendere un computer. Intercettarli tutti non è affatto semplice» prosegue Selle. Poi, però, al momento della vaccinazione l’emozione è tutta da vivere. «C’è chi la esterna e chi è più tranquillo. Ne ho viste tante, in questi mesi. Sono gli over 80 la nostra priorità. Dobbiamo cercare di alzare il più possibile la percentuale dei vaccinati tra i più anziani per poi abbassare l’asticella tra i 70-79enni e infine ai 60-69enni. I tempi? Abbiamo imparato a non fare più previsioni se non nell’arco delle 48 ore». —
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