Una torre di 75 metri per la Mestre in verticale

Presentato il progetto di riqualificazione dell’area dell’ex deposito Actv Nasceranno altri due edifici, lavori finiti nel 2013. Il costo è di 45 milioni
Di Marta Artico

Da una parte si potrà contemplare la laguna di Venezia e il campanile di San Marco, dall’altra la conurbazione mestrina e, sullo sfondo, le dolomiti con la neve. E’ una torre alta 75 metri, futuro nuovo simbolo della Mestre del ventunesimo secolo, il cuore del progetto di recupero dell’ex deposito Actv, in Corso del Popolo, presentato ieri negli uffici della Carbonifera dall’assessore all’Urbanistica, Ezio Micelli, i rappresentanti della Aspiag, il gruppo che ha acquistato l’area, della Cervet, che seguirà lo sviluppo costruttivo e degli studi Albanese e Berro, che hanno firmato il progetto della torre.

Un progetto che tiene insieme, ha spiegato l’assessore, tre elementi: sobrietà, complessità e qualità e che punta sulla “ricchezza funzionale” dell’impostazione di fondo. Tre gli edifici: il primo commerciale (9 mila metri quadri nel complesso), il secondo contiene edilizia convenzionata e si sviluppa su 8 piani i quali daranno vita a circa una trentina di unità abitative che verranno date in locazione, il terzo è la torre di 75 metri. «L’intervento sull’ex deposito Actv», spiega Micelli, «è da tempo atteso, sia per ragioni di natura sociale, visto lo stato di abbandono e di degrado dell’area, ampia circa 30mila metri quadrati, che ambientali, essendo necessaria una bonifica, non solo da materiali inquinanti, ma anche da possibili residuati bellici». Un intervento che secondo Micelli dovrebbe procedere con la massima celerità e concludersi entro il 2013. Ad illustrare nel dettaglio come si comporranno le parti del puzzle, tra gli altri, l’ingegnere Andrea Berro. Rispetto al progetto originario, che prevedeva la realizzazione di ben 7 costruzioni, la volumetria viene infatti ridimensionata di oltre la metà. Sparisce l’autosilo alto 20 metri, contro il quale si erano lanciati sia gli abitanti che la Municipalità. La Htm (Hybrid Tower Mestre) sarà disposta su 20 livelli e e giocherà sulla flessibilità delle destinazioni. Al piano terra e al primo piano troverà posto il parcheggio attrezzato, inteso dall’architetto Flavio Albanese, come uno spazio che all’uso potrà essere utilizzato come sala espositiva o per diverse funzionalità, in testa un bar. Al secondo piano ci sarà un gym center, mentre i nove livelli superiori saranno occupati dagli uffici. Dal dodicesimo al sedicesimo piano ci saranno appartamenti residenziali, mentre nell’area più alta sarà realizzato un ristorante panoramico, che dovrebbe diventare il vero locale appeal di Mestre, in grado di richiamare migliaia di persone solo per farci un giretto dentro, come avviene nelle metropoli. La torre, inoltre, potrebbe essere un grande totem, che di volta in volta pubblicizza eventi, segno distintivo della città. Niente piazza, ipotizzata in un primo tempo, al piano terra del grattacielo. «Si tratta», ha detto Albanese «del primo elemento della Mestre verticale».

Il costo complessivo è di circa 45 milioni di euro. Un’altra possibile novità riguarderà la viabilità: la proposta è quella di realizzare una rotatoria al posto dell’attuale incrocio semaforico ai piedi del cavalcavia per fluidificare la mobilità. «Stiamo studiando i flussi di traffico», ha precisato Francesco Fracasso della Cervet. Ma l’ok degli uffici è in arrivo. Niente piani interrati, perché ciò allungherebbe troppo le tempistiche per via delle varianti alla bonifica bellica e ambientale. Centrale l’elemento commerciale, affidato alla Despar, che si prefigge di realizzare due medie strutture di vendita, delle quali una sarà appunto il supermercato che dovrebbe puntare - ha sottolineato Francesco Montalvo di Aspiag service - sul mondo dei prodotti freschi e dare lavoro a 60 persone.

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