«Una scelta coraggiosa, adesso regole per limitare le crociere»
«La mia posizione è e sarà sempre favorevole nei confronti di tutto ciò che affronta il problema delle grandi navi con l’idea di limitarlo e riportarlo ad una dimensione compatibile con una città unica come Venezia. Quindi non posso fare altro che fare un plauso al ministro Bonisoli se questa è la strada». Ilaria Borletti Buitoni, ex sottosegretario ai Beni Culturali, accoglie con favore la dichiarazione del Ministro Bonisoli sul vincolo al canale della Giudecca per il passaggio delle Grandi Navi.
Nel suo incarico di governo, concluso al termine dell’ultima legislatura, è stata tra le più attive sostenitrici di una “soluzione drastica” per la questione delle navi da crociera. Tanto da arrivare a proporre un loro spostamento a Trieste, pur di salvare Venezia dall’assedio turistico e dal rischio ambientale.
Ora qualcosa sembra muoversi: « Il vincolo di certo non blocca automaticamente lo stop alle grandi navi», continua Borletti Buitoni, «ma apre la strada ad un’ulteriore difficoltà delle grandi navi a passare per il canale della Giudecca. Bisognerà adesso capire come si vorrà regolare il vincolo».
Durante gli anni di incarico ministeriale, lei stessa aveva cercato di approfondire il tema del vincolo storico-artistico alle vie lagunari. «Ma non è che questo avrebbe bloccato le grandi navi. Di colpo, però», continua, «sarebbe diventata una via sottoposta a determinate restrizioni che avrebbero certamente creato una regolamentazione al fenomeno» .
L’annuncio di Alberto Bonisoli, rilanciato dal ministro delle Infrastrutture Toninelli che nel pomeriggio di ieri ha annunciato un tavolo tecnico su Venezia, sembra dare il via ad una riflessione sul tema delle grandi navi.
«La strada è quella giusta, poi bisognerà fare dei passaggi successivi. Le restrizioni potrebbero essere collegate a vincoli di stazza o di numero massimo di entrate e uscite. Comunque bisogna capire quale sarà l’intenzione». È comunque una scelta «coraggiosa», conclude Borletti Buitoni: «Finalmente si potrà riportare l’attenzione sul valore storico e artistico di Venezia». —
E.P.
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