Una e Unica, voglia di politica dopo la vittoria al referendum

L’associazione “Una e Unica” si trasforma in un osservatorio permanente della città “bipolare ma unica” come Venezia. Ieri pomeriggio all’Officina del Gusto, si è ritrovata la compagine che si è battuta fino all’ultimo per sostenere le ragioni dell’unione tra Venezia e Mestre e dunque del “no” al referendum per l’autonomia. Un’analisi post referendum, specialmente in vista degli assetti politico-elettorali che si preparano in vista del voto alle amministrative. Una e Unica non ha intenzione di dar vita a una lista civica, alla stessa stregua di quanto dichiarato dall’associazione antagonista, Mestre Mia, tornata a dedicarsi alle attività culturali, ma non è escluso che componenti dell’associazione possano far parte di liste.
«Il referendum è terminato» commenta il presidente di Una e Unica Paolo Cuman «è andato come speravamo e anzi meglio, ma noi non scompariamo, rimaniamo attivi e intendiamo essere una presenza nella città alla stessa stregua di quanto abbiamo fatto nel periodo referendario, certo con modalità diverse. Abbiamo intenzione di continuare il lavoro, siamo convinti che la città deve esprimersi in maniera più importante, deve diventare una vera metropoli: Venezia ha potenzialità enormi, essendo ancora unita come ha deciso il referendum, deve potersi esprimere al suo massimo con tutte le risorse di cui dispone, dal centro storico al porto all’aeroporto. Per fare questo deve trovare una sua strada, una sua impronta che non ha, che è ancora frammentata». Prosegue: «Bisogna ripartire accettando delle critiche che sono emerse, prima tra queste è la questione del decentramento. È fondamentale ricominciare dalle municipalità, rivederne la funzione, le competenze, serve maggior peso. Le Municipalità devono tornare ad occuparsi della minuta manutenzione, con la possibilità del patrocino alle associazioni di ogni colore, devono poter gestire le sale per garantire a tutte le associazioni l’utilizzo con modalità semplici e veloci». Continua: «Abbiamo fatto un grosso lavoro mediante la piattaforma web, abbiamo raggiunto migliaia di persone, siamo a disposizione per confrontarci con chiunque».
La posizione, è quella di un centrosinistra alternativo all’attuale amministrazione. «Non pensiamo a liste civiche nostre, ma è possibile che qualcuno di noi partecipi a liste o all’ interno di liste dei partiti, Una e Unica mantiene la sua autonomia e la barra sull’obiettivo, che è quello di far crescere unitariamente la città di acqua e terra, ecco perché ci trasformiamo in un osservatorio permanente». L’Associazione è equidistante dai 100 Tavoli del Partito Democratico come da “Un’Altra Città Possibile” che ragruppa comitati e associazioni cittadine: «staremo a vedere quali candidati verranno proposti, l’esperienza ricomincia da qui». —
Marta Artico
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