Caorle, sparito il gatto Felix: la mascotte del Museo sarebbe stata portata via

Felix, gatto Sacro di Birmania di 11 anni e mascotte del Museo di Archeologia del Mare di Caorle, è scomparso nel weekend. Le telecamere avrebbero ripreso un uomo con una bambina mentre lo portava via

Rosario Padovano
Il gatto Felix
Il gatto Felix

 

Dov’è finito il gatto Felix? Qualcuno avrebbe portato via il gatto mascotte del Museo di Archeologia del mare di Caorle.

La polizia locale è già stata informata. L’episodio è accaduto nel fine settimana. La Polizia locale di Caorle, che ha sede nel padiglione attiguo al museo di un ex centro agricolo, nella zona di via Gallini a Sansonessa, ha visionato le immagini del circuito di videosorveglianza e ha notato che il gatto è stato prelevato dal parcheggio da un uomo accompagnato da una bambina.

È possibile si tratti di qualcuno - un turista? - che voleva fare un regalo alla figlia prima di rientrare a casa, ma quello che ha compiuto è un reato, perché il gatto non è randagio né è senza una famiglia. E a dire il vero è anche difficile pensare che si tratti di un randagio da quanto è tenuto bene. Si chiama Felix, ha 11 anni, ed è un gatto di razza Sacro di Birmania. Appartiene a una famiglia che vive nelle vicinanze del museo. Il gatto ogni giorno ha l’abitudine di essere lasciato libero e zampetta soprattutto nel cortile del Museo Archeologico, che poi è quello condiviso con la Polizia locale. Gli addetti al Museo hanno abituato fin troppo bene il micio. Infatti sanno che si presenta lì ogni mattina, per camminare tra i vari reperti storici. Così lo viziano, procurandogli delle crocchette e dell’acqua.

Felix è un gatto ben addomesticato, è tranquillo ma non è un micio che si fida ciecamente degli estranei. Si fa accarezzare e anche portare in braccio, ma dopo un po’ si infastidisce. A segnalare la scomparsa di Felix è stata la nota scrittrice per ragazzi Stella Nosella che lavora proprio al Museo di Archeologia del Mare. Nosella ha raccolto lo sfogo dei proprietari e poi, nella mattinata di ieri, ha lanciato un appello affinché il felino venga ritrovato in tempi rapidi.

«Siamo tutti molto rammaricati e riteniamo che il furto del gatto sia un episodio disdicevole e grave», ha spiegato Nosella, «il micio, che sappiamo non essere nostro ma che è diventata la mascotte del Museo, era diventato anche l’idolo dei bambini e ci veniva a trovare tutti i giorni». Tutti ora sperano che possa tornare a casa e chi l’ha preso capisca che non era un randagio.

«Noi rivolgiamo un appello affinché il gatto venga restituito. È stato prelevato in modo illegittimo nel parcheggio e chiediamo a questa coppia di padre e figlia di riportarlo», conclude Nosella, «lo rivogliamo con noi».

 

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