Un museo virtuale della storia di Venezia

“Stanze” immersive in vari punti della città per i turisti Già chiesti i finanziamenti del Recovery Fund per 7,5 milioni



Un nuovo museo virtuale della città di Venezia. Composto di una serie di “stanze” dislocate anche in edifici diversi della città storica, dove il visitatore potrà immergersi in alcuni degli episodi più significativi della storia veneziana e viverli in prima persona, anche con l’ausilio di un casco che gli permetterà di fruire visivamente e sensorialmente della narrazione.

È questo il progetto da poco stilato che vede capofila lo Iuav, ma anche con il coinvolgimento di Ca’ Foscari, dell’Accademia di Belle Arti, del liceo artistico Guggenheim, della municipalità di Venezia e che vede anche l’interesse di soggetti pubblici e privati, tra cui HubCom è una società milanese di partecipazioni che opera nel settore delle telecomunicazioni e dell’information technology, nella progettazione realizzazione e gestione di piattaforme editoriali e nella produzione e distribuzione di contenuti. HubCom, che ha stipulato una convenzione con Iuav, sta sviluppando una piattaforma digitale per la realizzazione e la distribuzione di prodotti culturali attraverso l’utilizzo di tecnologie avanzate quali: realtà aumentata, realtà virtuale, 3D animation, IPTV, live streaming multicamera.

«Il progetto», spiega il professor Alberto Ferlenga, rettore di Iuav, «è uno dei pochissime progetti veneziani di carattere culturale che siano stati presentati per essere finanziato con i finanziamenti del Recovery Fund».

«È già stato inviato al presidente del Consiglio e ai ministri dell’Economia e dei Beni culturali», spiega il professor Giuseppe D’Acunto, responsabile del progetto per Iuav, «con la richiesta di un finanziamento di 7,5 milioni di euro su un costo complessivo del progetto di 15, a cui però sono interessati anche soggetti come Intesa san Paolo e Poste Italiane. È prevista anche la creazione di un sito web che fornirà materiali e informazioni su tutto ciò che succede dal punto di vista culturale a Venezia, ma il museo virtuale sarà visitabile solo fisicamente, con contenuti che periodicamente cambieranno e “spalmato” sul territorio per aiutare a smistare i flussi turistico oltre a fornire ai visitatori in modo gradevole e accattivante informazioni storiche su Venezia di cui al loro arrivo in città spesso non sanno nulla. L’obiettivo del progetto è però anche quello di favorire una spinta maggiore sul digitale a Venezia, favorendo la creazione di start-up soprattutto giovanili e di incubatori di idee che possano favorire un suo ulteriore sviluppo con ricadute anche sul piano occupazionale».

Il museo virtuale non sarà dunque “concorrenziale” rispetto alla normale visita di un turista a Venezia, ma offrirà contenuti virtuali legati proprio alla storia della città che possano integrare la visita, specie per quel turismo più attento e non legato solo al mordi-e-fuggi giornaliero che tutti dicono di valere. Se non dovessero arrivare i fondi del Recovery si cercherà comunque di realizzarlo anche con altre risorse. —



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