Un Lido sempre vivo non solo per la Mostra

LIDO
Far vivere tutto l’anno gli edifici destinati al Festival del Cinema riproponendo rassegne e mostre per la cittadinanza, promuovendo eventi, realizzando il Museo della cinematografia e spostando sull’isola qualche padiglione della Biennale. Sono queste le proposte presentate ieri pomeriggio dal comitato ambientalista Un altro Lido, nel corso dell’annuale assemblea pubblica organizzata ieri all’Hotel Quattro Fontane.
«Questi spazi» sottolinea il portavoce del Caal, Salvatore Lihard «non devono rimanere a solo uso e consumo della Biennale. Non basta l’impegno del Comune nel settore congressuale, poiché troppo limitato nel tempo e dedicato a persone che non sono lidensi o veneziani. L’ex Casinò e gli altri edifici della cittadella del cinema devono vivere tutto l’anno. Si possono riproporre Lido Teatro e le rassegne cinematografiche di grande successo, così come mancano concerti o altri eventi che offrano alternative a un’isola da cui ormai i giovani scappano».
La sala convegni ieri ha visto ritrovarsi molti lidensi per ascoltare le nuove proposte e i consiglieri comunali dell’opposizione. «Avevamo invitato pure quelli di maggioranza, ma non si sono presentati», rincara Lihard, «Ci dispiace perché sarebbe stata l’occasione per discutere in libertà molti progetti. Il Lido non è tutto rose e fiori, di problemi ce ne sono parecchi: dalle opere di compensazione del Mose che non sappiamo neppure se verranno garantite, agli edifici abbandonati in pieno degrado. E poi pensiamo all’ex area ospedaliera, alla Favorita e ai problemi di un Piano generale del traffico urbano che non viene discusso da anni. E questo ci ha portati anche dal prefetto per chiedere un suo intervento diretto a fronte delle necessità. Per questo abbiamo già in programma un’altra iniziativa pubblica, in cui inviteremo tutti i consiglieri comunali per presenteremo le nostre proposte in merito al Pgtu del Lido».
Lihard poi aggiunge: «Con questo fine settimana si chiuderà la Mostra del Cinema e il Lido tornerà un deserto nella zona dell’ex Casinò. Possiamo e dobbiamo far funzionare quegli edifici nel miglior modo possibile. Siamo ben felici del fatto che il famigerato buco sia stato chiuso, ma se vogliamo che l’isola si risollevi, con benefici per tutto il sistema lidense, bisogna mettere in campo idee e progetti. Non abbiamo intenzione di abdicare» . —
Simone Bianchi
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