Un anno e 8 mesi per resistenza a pubblico ufficiale

La richiesta arriva dal pm dopo gli scontri tra attivisti avvenuti nel luglio 2017 Altre 22 persone indagate La sentenza in ottobre  

fossò

Rischiano rispettivamente una condanna a un anno e otto mesi e due anni e sei mesi per gli scontri del luglio 2017, quando gli attivisti dei centri sociali e militanti di Forza Nuova sono scesi in piazza gli uni per sostenere e gli altri per protestare contro lo Ius Soli.

Ieri la richiesta delle condanne per Eva Giora, 24 anni, di Fossò e Giò Clemente, 30 anni, padovano, entrambi attivisti del Pedro. Erano stati arrestati la sera stessa dei tafferugli con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, dopo gli scontri con gli agenti della Digos. La sentenza è prevista in ottobre.

La sera del 17 luglio 2017 il centro cittadino è stato scosso dai violenti scontri in occasione di quelli che dovevano essere due sit-in pro e contro lo Ius Soli, rispettivamente promossi da Forza Nuova da una parte e da centro sociale Pedro, Adl Cobas, militanti del Partito Comunista dei lavoratori e associazione Razzismo Stop dall’altra. I sit-in si sono trasformati in cortei non autorizzati, finiti con cariche della polizia, lancio di fumogeni, bombe carta e quattro agenti feriti. La sera stessa furono arrestati Clemente e Giora: furono trattenuti in carcere e rilasciati dopo al convalida e il processo per direttissima. Il loro legale aveva chiesto i termini a difesa e solo ieri si è tenuta l’udienza con la richiesta delle condanne formulata dal pubblico ministero Sergio Dini.

Sia Clemente che Giora devono rispondere di resistenza a pubblico ufficiale aggravata. Per Giora il pm ha chiesto un anno e otto mesi con i benefici. Per gli scontri sono indagate altre 22 persone. L’accusa di corteo non autorizzato pesa su Enrico Zulian, Rolando Lutterotti, Gabriele Lamastra, Omid Firouzi, Jacopo Povelato, Davide Maria Lago, Nicolò Onesto, Luca Perissinotti e Marco Zanottolo. Onesto e Povelato con Andrea Occhipinti, Marco Sandi, Tommaso Menegehtti e Jacopo Borga sono accusati di aver indossato caschi da motociclista durante i tafferugli per farsi riconoscere dalle autorità. —

Elena Livieri

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia