«Tutto fa pensare alla “morte cardiaca improvvisa”. Ecco cos’è»

ORIAGO. «Quello che è successo ad Andrea Da Lio rientra con ogni probabilità nella casistica della Mci, cioè la “morte cardiaca improvvisa”. Un evento cardiaco inaspettato e letale che colpisce i...

ORIAGO. «Quello che è successo ad Andrea Da Lio rientra con ogni probabilità nella casistica della Mci, cioè la “morte cardiaca improvvisa”. Un evento cardiaco inaspettato e letale che colpisce i giovani con meno di 35 anni». A spiegarlo è il dottor Antonello Cirnelli, medico legale anatomo - patologo molto noto per la risoluzione di casi molto complessi. «In casi di morti improvvise», spiega Cirnelli, «ci sono due possibilità che possono essere la causa del decesso, una di tipo cerebrale e un’altra di tipo cardiaco. La causa cerebrale provoca dei sintomi neurologici ben precisi che mi sembra che in questo caso non siano stati evidenziati». La morte improvvisa però non è addebitabile a patologie pregresse . «Facendo l’autopsia», spiega Cirnelli, «possono risultare evidenti i segnali di un infarto, ma se l’organo non riporta alcun tipo di lesione la causa più probabile della morte, è di tipo elettrico. Cioè di fatto il cuore si è spento improvvisamente, ha smesso di battere. E sulle cause, sul perché di questo black out cardiaco in persone sanissime per ora in medicina non c’è completa chiarezza». Cirnelli ricorda il caso di Matteo Molent il cestista friulano di 21 anni morto mentre si trovava seduto in panchina durante una partita. La “morte cardiaca improvvisa” (Mci) colpisce ogni anno in Italia più di 1000 giovani con età inferiore ai 35 anni. La definizione stessa indica che la Mci è inaspettata: dopo circa un’ora dalla comparsa dei sintomi prodromici (cardiopalmo, tachicardia, dispnea, astenia, altro), non sempre evidenziabili, si manifesta generalmente l’arresto cardiorespiratorio. La presenza o meno di patologie cardiache preesistenti non è un fattore strettamente necessario per l’insorgenza della Mci, anche se molte malattie del cuore ne aumentano esponenzialmente il rischio. Almeno l’80% degli eventi avviene a domicilio e più del 40% senza la presenza di testimoni. (a.ab.)

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