Truffa del falso nipote malato, anziana derubata a San Stino: in due ai domiciliari

I carabinieri di Portogruaro hanno eseguito due misure cautelari a Ferrara per una presunta truffa ai danni di un’anziana di San Stino di Livenza: la donna era stata convinta a consegnare denaro e oro per inesistenti cure urgenti del nipote

Rosario Padovano
Truffa del falso nipote malato: scattano gli arresti
Truffa del falso nipote malato: scattano gli arresti

Su delega della Procura della Repubblica di Venezia, i carabinieri  di Portogruaro hanno eseguito nella mattinata del 21 luglio a Ferrara un’ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari nei confronti di un 40enne italiano e di una 36enne straniera, ritenuti presunti responsabili, in concorso, di una truffa ai danni di un’anziana.

Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Venezia, nasce da un’indagine avviata dopo la denuncia presentata nell’ottobre 2025 dalla vittima alla Stazione dei Carabinieri di San Stino di Livenza.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’anziana sarebbe stata contattata sul telefono cellulare da un uomo che, fingendosi il nipote, le avrebbe raccontato di trovarsi in ospedale in pericolo di vita e di aver bisogno di cure urgenti dal costo di circa 10 mila euro. Poco dopo, la donna avrebbe ricevuto una seconda telefonata sulla linea fissa da un sedicente medico, che l’avrebbe invitata a raccogliere denaro e gioielli in un sacchetto da consegnare a un incaricato dell’ospedale per sostenere le presunte spese mediche.

Poco dopo, presso l’abitazione della vittima, si sarebbe presentato un uomo al quale l’anziana avrebbe consegnato circa 6.500 euro in contanti e diversi monili in oro. Il presunto truffatore si sarebbe poi allontanato a bordo di un’autovettura.

Le attività investigative condotte dai Carabinieri hanno consentito, secondo l’accusa, di ricostruire la dinamica della truffa e di individuare i due presunti responsabili. L’autorità giudiziaria ha quindi disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari per il rischio di reiterazione di reati analoghi.

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia