Ruba l’incasso da 580 euro, scoppia il parapiglia nel pub

In manette un ventiduenne che aveva rubato all’Irish Pub Santa Lucia a Venezia. Scoperto dai clienti e da un dipendente: aveva preso anche uno smartphone

Eugenio Pendolini
L'Irish Pub Santa Lucia a Venezia
L'Irish Pub Santa Lucia a Venezia

Difficile passare inosservati se nella stessa sera rubi uno smartphone, ti fai riconoscere dal legittimo proprietario mentre per altro cerchi di rubare il fondo cassa di un pub, solitamente frequentato fino a notte fonda. Il tutto con addosso la maglia della Juventus. E infatti è finito in manette un ventiduenne di origini marocchine ma nato in provincia di Bologna e residente a Napoli, arrestato alle prime luci dell’alba di martedì in Lista di Spagna, affacciato in campo San Geremia, sestiere di Cannaregio, dagli agenti della polizia di Stato con l’accusa di furto aggravato ai danni dell’Irish Pub Santa Lucia.

La vicenda nasce grazie alla segnalazione di un cliente del pub che, in un momento di confusione, si accorge di essere stato derubato del cellulare. Capisce subito chi è l’autore del furto e fa per riaverlo indietro.

Ne nasce una baruffa, viene a quel punto chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Sul posto, nel giro di pochi minuti, arrivano gli agenti delle volanti della polizia di Stato, che però apprendono subito dal proprietario del locale che la stessa persona era stata sorpresa e bloccata da un dipendente dello stesso pub un individuo sarebbe stato so nel tentativo di rubare il contenuto del registratore di cassa. Il ventiduenne, infatti, aveva approfittato del momento in cui l’addetto alla casa si era allontanato per andare in bagno, per oltrepassare le piccole barriere in legno, in stile saloon americano, che dividono il bancone dalla sala e aprire la cassa. Al suo interno, 580 euro. Il tempo di allungare le mani e l’uomo viene immediatamente fermato dallo stesso addetto alla cassa e da altri clienti.

Così, nel frattempo arrivati sul posto, gli agenti lo fermano per un controllo e pongono fine alla lite scoppiata all’interno del locale. A quel punto, i poliziotti impiegano pochi minuti per capire come siano andate le cose.

La visione delle telecamere di videosorveglianza consente infatti agli agenti di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti. Pochi minuti dopo, inoltre, gli stessi poliziotti riescono a trovare in un cestino dei bagni del locale anche il telefono cellulare in precedenza sottratto all’avventore.

L’uomo, pertanto, è stato arrestato in flagranza di reato e portato martedì mattina davanti al tribunale di Venezia dove si è celebrato il processo per direttissima. Il tribunale ne ha convalidato l’arresto e ha disposto il divieto di dimora in Veneto. L’avvocato difensore d’ufficio ha chiesto e ottenuto termini a difesa, il processo proseguirà quindi nei prossimi mesi per la sua conclusione.

 

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