Crimini a Nordest: all’Ateneo Veneto i casi che hanno segnato gli ultimi decenni

La collana True Crime di Nem: cinque volumi sui grandi fatti di cronaca nera. Il vicedirettore Cagnan: «Storie rimaste nell’immaginario collettivo»

Pietro Urbani
Cagnan e De Rossi all'Ateneo Veneto
Cagnan e De Rossi all'Ateneo Veneto

 

«Da giornalista specializzato in cronaca nera e giudiziaria è stato un ritorno alle origini. Con l’aiuto di un numero consistente di colleghi ed ex colleghi abbiamo stilato una lista di casi che fossero rimasti nell’immaginario collettivo. La memoria è un incredibile selettore naturale ed elimina quello che ritiene secondario. Non si tratta di fare un’enciclopedia del crimine, ma di capire il motivo per cui certe storie sono rimaste impresse».

Così ha esordito ieri il vicedirettore dei giornali Nem Paolo Cagnan, durante la presentazione della collana “True Crime a Nordest, I grandi fatti di cronaca” edita da Nem, che si è tenuta nelle sale dell’Ateneo Veneto. Un lavoro corale, un’ampia raccolta di casi di cronaca nera che attraversa il Triveneto, con l’obiettivo di ricostruire le vicende che hanno segnato intere comunità. «Il noir intriga, piace. Sono eventi che da sempre interessano, perché viviamo in un mondo in cui questo genere di casi interessa» è stata la riflessione di Antonella Magaraggia, presidente dell’Ateneo Veneto.

La collana si compone di sessantacinque episodi, redatti da trentasei autori e autrici diversi, che si articolano in cinque volumi tematici. Il primo, appunto, è quello dedicato ai Grandi delitti, i casi che hanno lasciato il segno più profondo nella storia recente.

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Paolo Cagnan, che ha poi spiegato di aver redatto apposta una sorta di “manuale di scrittura” da utilizzare per attenersi quanto più possibile ai fatti raccontati.

«La maggior parte dei delitti è riconducibile a fattori che fanno parte delle nostre vite, dalla sete di denaro agli scatti d’ira» ha proseguito, «quando si parla di cronaca nera, dal mio punto di vista ci sono due elementi di riflessione: la dinamica psicologica di relazione tra vittima e assassino e le condizioni che hanno portato al delitto».

Proseguendo con gli altri volumi, il secondo e il terzo raccontano i delitti non risolti, mentre il quarto,‘Fantasmi, si concentra sulle persone scomparse. Tra queste, la vicenda delle buranelle scomparse nel 1991, presentata da Roberta De Rossi, co-autrice e giornalista de La Nuova Venezia, da quella giornata di novembre in cui Paola e Rosalia scomparvero al Lido, arrivando all’archiviazione del caso nel 2021. Chiude la raccolta il volume dedicato ai Serial killer, storie non del tutto risolte.

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