Troppi anziani soli in città «È emergenza, servono servizi»

Il 61 per cento degli ultra 80enni vive senza famiglia, la Spi Cgil allerta la politica «Casa, sanità, amicizie, trasporti: tutto è sempre più difficile per le persone»  

Vivono più a lungo, ma in solitudine e senza luoghi di aggregazione. Sono gli anziani ultraottantenni soli, una popolazione che, solo nella Città Metropolitana, è di 38.347 persone, il 61,2% degli ultra ottantenni. Gli over 65 soli invece 78mila, il 37% di tutti i residenti del territorio.

A sollevare il tema degli anziani a Venezia è la Spi Cgil regionale e locale che richiama la politica a prestare più attenzione a una fascia di persone in continuo aumento. «L’Italia è, dopo il Giappone, il secondo Paese più longevo e il Veneto è tra le regioni dove si vive più a lungo», spiega Elena Di Gregorio, segretaria generale Spi Cgil e relatrice insieme al segretario veneziano Daniele Tronco e a quello nazionale Raffaele Atti, «il problema è come si invecchia. A Venezia si sta sfaldando il tessuto sociale, le abitazioni sono un problema per giovani e anziani».

LA CASA.

Vivere a Venezia per un anziano non è semplice. Quasi nessuna abitazione ha l’ascensore e, con l’età, fare i piani diventa sempre più difficile, con la conseguenza che molti si rinchiudono a casa. Così la solitudine aumenta. Inoltre le case hanno un prezzo molto alto e, chi non ha un immobile proprio, è costretto ad andarsene, lasciando amicizie e i pochi legami affettivi rimasti.

TRASPORTI

La pressione turistica si fa sentire anche sugli anziani. Con quale forza cercare di salire a luglio in un vaporetto stracolmo di turisti con valigie e senza un filo di aria? «Dovrebbero esserci un vaporetto a parte, solo per residenti, in cui gli anziani si possano muovere con facilità», prosegue Di Gregorio, «il problema dell’accessibilità è uno tra i tanti che gli anziani devo sopportare».

SALUTE E ASSISTENZA

La legge regionale per la non autosufficienza dà un contributo per le case di riposo, ma molti vengono lasciati fuori. Inoltre Spi Cgil ha spiegato come si dovrebbero aiutare gli anziani anche per quanto riguarda l’assistenza a casa e la sanità. Per esempio, non fissare appuntamenti in terraferma, perché per loro spostarsi per lunghi tragitti è un problema. «A fronte dei tagli, anche la rete molto sviluppata di servizi sociali del Comune si è ridotta», prosegue la segretaria regionale, «in media sette assistenti sociali hanno 1000 persone da seguire. Si capisce che non è possibile e qui dovrebbe intervenire la politica».

LA CITTÀ CHE CAMBIA

Una volta, quando i negozi di prossimità erano di più, uscire a fare la spesa era l’occasione per ritrovarsi. Oggi queste realtà stanno scomparendo e la stessa città è priva di luoghi di aggregazione per questa fascia di età: «Vogliamo approfondire la ricerca e contatteremo Ca’ Foscari, perché sarebbe bello pensare a un luogo dove ci sono giovani e anziani».

PENSIONI

Spi Cgil offre il servizio di lettura delle pensioni per capire se ci sono errori o per consigliare le diverse opportunità. La pensione media nel settore privato veneziano è di circa 1.380 per gli uomini, 697 per le donne. Dei 220 mila pensionati nel Veneziano, 70 mila portano a casa pensioni inferiori ai mille euro lordi al mese. Le pensioni inferiori al trattamento minimo (513 euro) sono circa 40 mila (il 18% del totale), di cui 26 mila (il 65%) donne.

VeraMantengoli

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