Thetis, Btp Infrastrutture vince la gara: ora la sfida è salvare tutti i posti di lavoro

La società romana Btp Infrastrutture si è aggiudicata i rami d’azienda di Thetis, passaggio decisivo nella procedura di composizione negoziata della società veneziana. Sindacati e lavoratori attendono ora garanzie sul piano industriale, sul trasferimento a Mose Engineering e sulla tutela delle professionalità

Costanza Francesconi
Venezia: Il logo di Thetis, società di ingegneria con sede all’Arsenale
Venezia: Il logo di Thetis, società di ingegneria con sede all’Arsenale

 

La società romana Btp infrastrutture ha vinto la gara per i rami d’azienda di Thetis conclusa ieri con l’apertura delle buste, un passaggio cruciale nella procedura di composizione negoziata della società di ingegneria veneziana, uno spiraglio attesissimo dai lavoratori.

«Adesso sarà fondamentale verificare il piano industriale della società valutandone la solidità, le prospettive e le garanzie occupazionali», interviene sugli sviluppi della vertenza che coinvolge Thetis, Comar e il Consorzio Venezia Nuova, il segretario generale della Cgil veneziana, Daniele Giordano.

«Va definito con chiarezza anche il percorso che consentirà il passaggio dei lavoratori a Mose Engineering, garantendo la piena tutela dei diritti, delle condizioni contrattuali e delle professionalità maturate in questi anni. Non possiamo però considerare conclusa una vertenza finché non sarà stata individuata una soluzione credibile per tutti i lavoratori coinvolti. Rimane infatti completamente apertala questione degli esuberi di personale, sulla quale abbiamo più volte ribadito la necessità di costruire una risposta strutturale e di prospettiva, anche attraverso il rapporto con il Consorzio Venezia Nuova».

Per questo aspetto l’appuntamento al 4 novembre, mercoledì, all’Unità di Crisi della Regione. «In questi mesi», incalza il coordinatore provinciale Uil Venezia, Giuliano Gargano, «abbiamo lavorato per arrivare a esuberi zero. L’obiettivo sembra a portata di mano. Questo non vuol dire che il percorso è concluso e i problemi risolti. Bisogna pensare alla armonizzazione dei trattamenti dei lavoratori, alla valorizzazione delle competenze, e a un percorso che possa portare a Venezia nuovo lavoro e di qualità».

Le imprese di prima fascia ancora attive nel Consorzio si sono dette pronte ad accogliere chi resta a casa, a condizione che venga decommissariato il Cvn e che un piano industriale solido da qui al fine 2028 (scadenza della concessione del Mose) permetta di finire i lavori programmati.

A quel punto si aprirebbe una nuova partita di grosse commesse pubblicamente messe a bando.

«Il 4 ci attendiamo che le proposte per accogliere i lavoratori consentano la piena copertura occupazionale di Thetis, e una soluzione per la totalità delle persone coinvolte», sottolinea il segretario generale Cisl Venezia, Michele Zanocco.

«La nascita dell’Autorità per la Laguna», chiosa Giordano (Cgil), «deve rappresentare anche l’occasione per valorizzare un patrimonio straordinario di conoscenze tecniche, scientifiche e professionali che il territorio veneziano ha costruito nel corso dei decenni. Sarebbe un errore gravissimo disperdere queste competenze proprio mentre si sta ridefinendo il sistema di governo, manutenzione e salvaguardia della Laguna».

 

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