Test farsa a Marghera per ottenere la cittadinanza italiana. Condannati a sei anni

I due, titolari dell’agenzia Diffusion World di Marghera, avevano garantito 6 mila prove false ad altrettanti stranieri

Marghera. Dopo i sequestri ora sono arrivate le condanne per Ferdinando Lanuti, 42 anni, e la moglie Susanna Penzo, 48, residenti a Chirignago e titolari dell’agenzia di pratiche per stranieri Diffusion World di Marghera. Avevano garantito seimila prove di italiano false ad altrettanti immigrati.

Come dire seimila immigrati che avevano ottenuto il permesso di soggiorno e pure la cittadinanza gabbando la legge. Venerdì, a Modena, i due sono stati condannati in primo grado, ciascuno a sei anni. L’agenzia era collegata all’Università per stranieri di Perugia.

Il giudice ha disposto anche la confisca di oltre 91mila euro. Inoltre ha condannato a due anni e dieci mesi una vigilatrice che certificava le sessioni di esame; a otto mesi il presunto reclutatore incaricato di trovare i cittadini cinesi per sostenere gli esami; sei mesi ad altre due persone (un tunisino e un marocchino) che avrebbero ottenuto il permesso di soggiorno senza averne titolo; a due anni di reclusione una donna nigeriana e un uomo del Marocco che avrebbero “sostenuto” gli esami facendosi sostituire da altre persone. Le accuse, a vario titolo, sono di corruzione e falsità ideologica.

Bastava rivolgersi alla Diffusion World di Marghera e l’immigrato era certo di ottenere la certificazione sulla conoscenza della nostra lingua. Lo straniero pagava 35 euro di iscrizione al corso mentre per la promozione certa dai 450 ai 700 euro. Si compravano, così, le risposte ai test ma anche la compiacenza dei commissari. A tradire la banda l’esorbitante numero di promossi.

Peccato che poi, anche con in mano il certificato linguistico, non sapessero neppure compilare con i loro dati anagrafici un semplice modulo in italiano. La Squadra Mobile di Modena smantellò la rete nella primavera del 2019.

Complessivamente sono state indagate 25 persone. Le indagini hanno fatto luce sul sistema che faceva capo al “Centro di Formazione Linguistico” legato all’agenzia di Lanuti e Penzo, per il conseguimento, a seguito d’esame, dell’attestato di conoscenza della lingua italiana da parte degli stranieri che ne facevano richiesta, ai fini del rilascio del permesso di soggiorno di lungo periodo.

A gennaio, alla coppia era stato sequestrato un tesoretto per un valore di quasi un milione e mezzo di euro. Il provvedimento di sequestro preventivo era stato eseguito dalla Sezione Misure Patrimoniali della Divisone Anticrimine della Questura di Venezia. Sigilli a numerosi appartamenti, B&B, bar, decine di automezzi commerciali e rustici. Oltre a vari conti correnti. —

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