Teredini, il terrore delle bricole. In laguna di Venezia la specie più aggressiva

lo studio
Sono invisibili agli occhi, ma lentamente si stanno mangiando pezzi di laguna. Sono le teredini (chiamate anche bisso o vermi di mare), acerrime nemiche del legno, che si nutrono di briccole arrivando a spezzarle.
Fino ad adesso si conoscevano alcune specie che si sapeva vivessero nelle acque veneziane, ma pochi giorni fa è stato pubblicato sulla rivista di scienze Biological Invasion uno studio del Cnr di Venezia che conferma la presenza stabile e invasiva anche delle cosiddette teredini egiziane (Teredo bartschi). Questa tipologia, giunta una decina di anni fa, è molto più aggressiva e si riproduce più velocemente di quella già conosciuta a Venezia.
«Sono arrivate nel Mediterraneo nel 1935 circa da acque tropicali attraverso il Canale di Suez. Venezia rappresenta la latitudine più alta raggiunta da questa specie su scala globale. Qui da oltre dieci anni, Teredo bartschi è ora diventato una formazione invasiva, popolazioni stabili e abbondanti» spiega il ricercatore Davide Tagliapietra che ha condotto lo studio con Irene Guarneri, Erika Keppel e Marco Sigovini. «Si pensava che, proprio perché erano abituate a caldo, non riuscissero a sopravvivere in laguna, ma invece ce l’hanno fatta benissimo, anzi. Sono molto più aggressive e si riproducono molto di più delle altre, anche a qualche grado sopra lo zero, quindi in inverno».
Il problema di queste microscopiche creature, voraci di legno e amanti dell’acqua, era conosciuto già all’epoca dei romani le cui imbarcazioni spesso erano prese d’assalto dalle teredini, ma anche per Venezia sono un problema. La conseguenza per la laguna è che le briccole si consumano molto velocemente e che, rompendosi e galleggiando a pelo d’acqua, rischiano di essere la causa di incidenti. Non è la prima volta che il Cnr e Tagliapietra si occupano delle teredini.
Per la soluzione delle briccole di plastica si imporrebbe infatti una riflessione sulla sostenibilità del materiale, così come l’utilizzo di altre tipologie di legno di alberi a rischio di estinzione e quindi non commerciabile. Tra le ricerche effettuate in passato c’era anche l’utilizzo della graffettatura sulle briccole affinché la ruggine rendesse inappetibile il legno. Sono anni che si discute dell’emergenza teredini e della manutenzione delle briccole che in laguna sono quasi 7.000.
Nel 2015 venne di nuovo siglato un protocollo del 2011 che consentiva la realizzazione delle briccole di plastica, ma il documento aveva creato molte critiche per la quantità di plastica che si sarebbe dovuta piantare nella laguna. Non a caso l’associazione Verdi ambiente e società aveva fatto ricorso al Tar che lo aveva però respinto, confermando la possibilità di utilizzare la plastica.
Lo studio del Cnr ricostruisce la vita della specie e come è arrivata a Venezia. La popolazione delle cosiddette teredini egiziane a Venezia differisce da quella delle città portuali di Aqaba in Giordania e Mersin in Turchia risultando più aggressiva. Un problema che se non verrà affrontato porterà a un peggioramento delle condizioni delle briccole in laguna. —
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