Svaligiati i negozi chiusi per Covid, presa la banda di Cannaregio

VENEZIA. La banda di Cannaregio, era diventata l’incubo di chi aveva l’attività commerciale chiusa e se la trovava devastata dal passaggio dei ladri. Era, perché i carabinieri hanno individuato i responsabili dei raid compiuti durante il coprifuoco da pandemia. Si tratta di tre trentenni. Tutti con precedenti per droga e furti e con lavori saltuari. Hanno colpito soprattutto a Cannaregio approfittando del fatto che la città di notte è letteralmente deserta.
Ieri mattina i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Venezia e del Nucleo Natanti, hanno denunciato i tre giovani veneziani, residenti nel centro storico, ritenuti in concorso colpevoli di ben 18 furti in attività commerciali. E possono ringraziare il cielo per non essere stati arrestati. O meglio devono ringraziare l’emergenza da covid che limita i posti in carcere.
La denuncia è il naturale proseguimento delle intense attività investigative svolte dai carabinieri della Compagnia e del Nucleo Natanti con il supporto delle unità cinofile di Torreglia, che ha permesso di scoprire gli autori dei furti e rinvenire gran parte del bottino.
I colpi, messi a segno nel cuore della notte, in gran parte nel sestiere di Cannaregio, hanno danneggiato diversi commercianti, rimasti chiusi in seguito alle disposizioni ministeriali, ed hanno visto coinvolti, in particolar modo, i negozi di generi alimentari, che spesso hanno riportato diverse migliaia di euro di danni alle strutture e ai serramenti, superiori spesso al valore stesso del denaro o della merce asportata. Sono stati presi di mira anche bar, pub ed istituti scolastici. Hanno rubato in gran parte bottiglie di alcolici e birra. E naturalmente soldi.
L’attività investigativa ha avuto successo anche grazie a diverse attività tecniche, fra cui la visione di oltre 100 ore di video di telecamere di sicurezza del sistema ”Città di Venezia”, fornite prontamente dalla Polizia Locale, incrociate con l’analisi di oltre 1.000 tabulati telefonici e i sopralluoghi dattiloscopici fatti sui luoghi dei colpi. Sono stati analizzati usati gps dei telefonini dei tre che li collocavano sulla scena del furto tutto e tre insieme e nell’ora del raid.
Gli autori pertanto sono stati denunciati all’autorità giudiziaria veneziana per “furto aggravato in concorso” ed il materiale sequestrato restituito ai legittimi proprietari. Comunque solo una parte della refurtiva è stata recuperata. Il bottino complessivamente si aggira intorno ai 12mila euro. A questa cifra si deve sommare quella per i danni fatti a saracinesche, porte, finestre, stand e registratori di cassa.
I carabinieri stanno indagando anche su altri furti avvenuti in centro storico durante questi mesi di pandemia. —
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