«Subito l’accordo sugli ospedali»

Il Comitato “Marcato” chiede all’Asl di presentare in fretta un piano

DOLO. «Invece di sforzarsi per garantire e mantenere i servizi ospedalieri ai 270 mila abitanti dell’Asl 13 si preferisce lasciare spazio alle polemiche. Noi non siamo campanilisti perché siamo convinti che salvando l’ospedale di Dolo salviamo anche tutta l’Asl 13 e quindi anche Mirano. La salute è un bene primario e irrinunciabile, e deve essere frutto di progettualità chiare e compartecipate». A sostenerlo sono Antonino Carbone, Francesco Sacco, Giovanni Urso, Gino Bedin e Valter Mescalchin del direttivo del comitato “Bruno Marcato” che ritornano sulla necessità di fare “quadrato” per salvaguardare le strutture dell’Asl 13.

«Solo attraverso un confronto serio», spiegano, «si possono trovare soluzioni che garantiscano servizi essenziali alla popolazione. Crediamo sia possibile mantenere sia l’ospedale di Dolo che quello di Mirano “per acuti” evidenziando e valorizzando le eccellenze di questi». Viene poi presentata la proposta di suddivisione dei servizi. «Visto che Mirano rappresenta una realtà indiscutibile nella Cardiologia potrebbe per questo diventare “Ospedale nodo di rete”, come previsto dal nuovo Piano Socio Sanitario, mentre Dolo potrebbe mantenere le caratteristiche di “ospedale di rete”». Il comitato appoggia la proposta di riassetto dell’Asl 13 proposta dalla Cgil. «Concordiamo con le proposte di riassetto presentate dalla Cgil nel convegno di Villa Errera e con quanto affermato dal direttore generale Arturo Orsini. Questo però non deve annullare il progetto di organizzazione degli ospedali firmati anni fa da sindacati e Conferenza dei sindaci per il quale si sta lavorando dal 2008. Bisogna poi che la Regione aumenti la quota di trasferimento procapite che vede l’Asl 13 ultima nel Veneto».

Giacomo Piran

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