Stop ai mezzi pesanti sul ponte Lombardo: blocco fino a metà settembre per motivi di sicurezza

L’ordinanza di Anas che dal 9 luglio limita il transito sul tratto di cantiere del ponte su canal Lombardo è stato al centro di un confronto tra sindaci, prefetto e Anas

Elisabetta B. Anzoletti
Un’immagine dall’alto del ponte su canal Lombardo (Foto Pòrcile)
Un’immagine dall’alto del ponte su canal Lombardo (Foto Pòrcile)

La limitazione al tonnellaggio sul ponte translagunare potrebbe durare fino a metà settembre, ma Anas sta cercando un’alternativa viaria che riduca il percorso supplementare per i mezzi superiori alle 26 tonnellate così da ridurre i disagi in particolare per il porto.

L’ordinanza di Anas che dal 9 luglio limita il transito dei mezzi pesanti sul tratto di cantiere del ponte su canal Lombardo, per motivi di sicurezza, è stato al centro di un confronto tra sindaci, prefetto e Anas anche nel primo pomeriggio di venerdì 10 luglio.

Da un lato c’è l’esigenza di garantire la sicurezza a fronte del cedimento della soletta che è stato riscontrato nelle scorse settimane e della presenza dei nidi di rondine che non consente, nell’immediato, di poter procedere con un intervento risolutivo, dall’altra c’è l’esigenza di non creare troppi disagi ai mezzi pesanti, in particolare a quelli che partono e arrivano al porto.

«Anas mi aveva avvertito nei giorni scorsi dell’esigenza di procedere con una nuova limitazione al tonnellaggio», spiega il sindaco Mauro Armelao, «già da aprile esisteva il divieto ai mezzi superiori alle 44 tonnellate, ma dalle verifiche dei giorni scorsi si è capito che le vibrazioni stanno causando problemi alla struttura e quindi si è deciso di abbassare il limite alle 26 tonnellate. Ovviamente quando si tratta di sicurezza, non possiamo che concordare. Anche perché l’alternativa sarebbe la chiusura totale del ponte, scenario che non possiamo nemmeno immaginare in piena stagione estiva. L’intervento per sistemare la soletta non si è potuto realizzare subito, quando è stato adottato per otto giorni il senso alternato, per la presenza dei nidi di rondine e quindi fino a metà settembre si dovrà procedere così».

Al momento il percorso alternativo per i mezzi superiori alle 26 tonnellate prevede la deviazione lungo la regionale 105 “Cavarzere–Romea”, la regionale 516 “Piovese”, la provinciale 3 “Cavarzere–Loreo”, la regionale 495 “di Codigoro”, a seconda delle destinazioni.

Anas però ha già avviato gli approfondimenti tecnici per individuare, nel più breve tempo possibile, una soluzione che consenta di ridurre l’impatto del provvedimento sulla circolazione.

Tra le ipotesi in corso di valutazione vi è la realizzazione di una circuitazione del traffico tra Romea e l’Arzerone, sulla quale sono già state avviate le verifiche tecniche necessarie.

Nel vertice di ieri Anas ha anche specificato che «continuerà a lavorare in stretto raccordo con prefetture, province, comuni e enti competenti per individuare, nel più breve tempo possibile, la soluzione più efficace per assicurare la continuità della circolazione e limitare i disagi per cittadini e imprese».

In merito alle ricadute sulla normale attività, l’Autorità di sistema portuale condivide le preoccupazioni espresse da parte della comunità di Chioggia, «conscia che il divieto di transito per mezzi superiori alle 26 tonnellate lungo il ponte translagunare genera immediate e rilevanti ricadute sull’economia locale, sulle imprese della filiera portuale e logistica e sui livelli occupazionali dello scalo. Nei limiti delle proprie competenze, l’ente si è immediatamente attivato per farsi parte attiva nel collaborare con tutti i soggetti e le istituzioni coinvolte, per contenere tale situazione e individuare le soluzioni più idonee al ripristino dei transiti funzionali al porto».

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