Il degrado di via Monti a Mestre: «Servono più controlli, la situazione è difficile. Residenti eroi»
Un gruppo di residenti: «Non siamo Cipriani, che si lamenta e organizzano subito un vertice, lo capiamo, ma la situazione è grave». Il segretario di Venezia è tua all’attacco: «Fallimento sulla sicurezza»

«Chi vive in via Monti e nelle vie vicine è un eroe e va aiutato a riappropriarsene». Il presidente della Municipalità di Mestre, Gennaro Marotta, si è recato in sopralluogo in via Monti, la strada che incrocia via Fogazzaro, oggetto di una petizione degli abitanti che chiedono aiuto, costretti ogni giorno a fare i conti con i tossicodipendenti accasciati a terra, le siringhe, le scie di sangue, il degrado e la microcriminalità legata a una quotidianità giunta al limite della sopportazione.
«Oggettivamente la situazione è pesante», dice Marotta, «mi sto attivando con la Polizia locale con la quale ho un buon rapporto e che è sempre disponibile, per chiedere un maggiore presidio di quell’area. Al di là di tutto, c’è proprio un problema di vivibilità e di qualità della vita. Non solo una partita di visibilità, ma che genera anche perdite economiche. Penso a chi ha investito i risparmi in un appartamentino per pagarsi le tasse e si ritrova con delle recensioni che lo distruggono, anche io non ci andrei fossi un turista. Penso a chi abita quella via, risiedere li è davvero da eroi, tra l’altro la zona è quasi completamente appannaggio di stranieri, chi continua ad abitarci e non se ne va deve essere sostenuto ed aiutato a rimanerci dignitosamente. L’integrazione se c’è è una buona cosa, ma qui parliamo di un pezzo di strada occupata dai tossicodipendenti, completamente fuori controllo, e bisogna riappropriarsene».
E infatti il gruppo dei residenti che si è formato, si chiama proprio “Riprendiamoci via Monti”. Marotta dopo un primo sopralluogo, tornerà per incontrare gli abitanti più agguerriti nei prossimi giorni.
«Ringraziamo il presidente di Mestre», spiega la prima firmataria, «finora è l’unica persona che ha risposto prontamente alla nostra richiesta di aiuto e che si è offerto di aiutarci, per noi significa davvero tanto».
Prosegue: «L’unica soluzione che intravediamo, è quella di installare delle cancellate, ma questo significa avere perso la guerra, perché vuol dire demandare il problema al privato e farlo ricadere sulle sue spalle. Non siamo Cipriani, che si lamenta e organizzano subito un vertice, lo capiamo, ma la situazione è grave. Le persone stanno vendendo le abitazioni, se ne stanno andando, ma cosa accade se tutti fanno così? A Venezia ci sono i borseggiatori, iniziano i problemi legati alla droga, ma a Mestre ci vorrebbero davvero i blindati e forse non basterebbero neanche quelli».
Prosegue: «In via Monti gli abitanti non fanno altro che chiamare le volanti, che allontanano questi disperati, che poi tornano. E per quanto sia straziante, ci sono condomini che hanno tutti i garage manomessi, perché queste persone in estate stanno fuori, buttate a terra, in inverno cercano rifugio e la stessa cosa vale per le strade attorno, tutte nella medesima situazione».
Sulla questione sicurezza è intervenuto anche il segretario di Venezia è Tua, Salvator Frani: «La distanza tra la propaganda della destra che ha eletto Venturini e la tragica realtà dei cittadini ha ormai superato il livello di guardia. Sui nodi cruciali per la vita della comunità, a partire dalla sicurezza, la destra ha fallito su tutta la linea. Questa destra ha costruito il proprio consenso promettendo ordine e legalità. Il risultato oggi? Un bollettino di guerra. I fatti di cronaca parlano da soli: via Cappuccina: un uomo accoltellato alla gola da un branco di dieci persone alla fermata del tram. Via Piave: folli sui tetti delle auto che agitano cocci di vetro. Via Fiume: scippi ai lavoratori e spaccio alla luce del sole. Questo non è allarmismo, è un Far West urbano quotidiano. Dov'è la sicurezza promessa? Dov'è il controllo del territorio?».
Chiarisce: «Chi governa la città ha perso le redini della situazione, lasciando i residenti ostaggi del degrado e della paura. Oggi Venturini tuona contro le liberalizzazioni e la svendita del centro storico. Ma Venturini è stato l'assessore al Turismo negli ultimi anni. Chi c'era in cabina di regia mentre Venezia veniva sommersa dal turismo mordi e fuggi, trasformandosi nella “Disneyland” che oggi lui stesso critica? Il sindaco propone ricette magiche contro i mali che lui stesso, con la sua inerzia da assessore, ha contribuito a creare».
Chiude: «Venezia e Mestre non hanno bisogno di un venditore di fumo che distribuisce ricette futuribili mentre si consumano accoltellamenti in strada. Servono concretezza, risposte e onestà e intellettuale».
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