Carlo Gemmati, l’artigiano della bicicletta muore a 69 anni
Era titolare dell’azienda di costruzione di biciclette di Cintello, la Gemmati Velocipedi, fondata nel 1919 dal nonno di Carlo

Ha suscitato grande dolore la notizia della scomparsa di Carlo Gemmati, 69 anni, titolare dell’azienda di costruzione di biciclette di Cintello, la Gemmati Velocipedi, fondata nel 1919 dal nonno di Carlo.
Già premio San Marco all’epoca dell’amministrazione di Andrea Tamai, Gemmati era malato da tempo, ma la morte è giunta ugualmente in maniera veloce e inaspettata. L’azienda era ancora aperta, guidata da lui: costruisce biciclette di alta gamma, sul solco della tradizione che fu prima del nonno, che aveva imparato ad applicare le saldature a Milano, e poi di suo padre.
La Gemmati Velocipedi è un’azienda contornata da un’aurea di leggenda, fin dagli anni Venti del secolo scorso, suggellati nel marchio Iride. Pare che un giorno il grande campione del pedale Ottavio Bottecchia, il primo vincitore italiano del Tour de France, si fosse presentato di persona dal nonno di Carlo, per contrattare l’acquisto di una bici.
Nell’azienda è custodita la bicicletta Iride con cui Fausto Coppi vinse la gara al velodromo Mecchia di Portogruaro all’inaugurazione dello stadio, successo la cui unica foto è custodita alla Trattoria Cavallino di Borgo Sant’Agnese.
Nonostante l’era di Internet e la rotobotica, la Gemmati resta il tempio assoluto dell’artigianato per le due ruote.
Il Giro d’Italia passò per Cintello in omaggio alla Gemmati nel 2002 e nel 2025. Grazie a quest’azienda qui si respira un clima di “pane e ciclismo”. Carlo verrà salutato sabato 11 luglio alle 15.30, nella chiesa di Cintello, poi riposerà nel vicino cimitero.
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