«Stagione più lunga e defiscalizzazione per poter ripartire»
JESOLO
Rilancio dell’economia in Veneto, il punto di partenza deve essere il turismo. Gli operatori ne sono certi, anche perché il fatturato del comparto è di 17 miliardi di euro, metà dei quali provengono dalle spiagge. Se oggi tre lavoratori su quattro hanno perso l’impiego e di questi il 40% non lo ha più trovato, la soluzione può essere quella di stimolare l’impresa ad assumere con una forte decontribuzione. Albergatori e commercianti sono sulla stessa linea e concordano in particolare nella ripartenza del turismo come condizioni imprescindibile. Al di là delle date certe che tutti invocano, ci sono una serie di proposte da sottoporre al Governo per stimolare ad assumere con costi minori per l’impresa.
Il presidente mandamentale di Confcommercio Angelo Faloppa, per il Veneto orientale crede soprattutto nell’allungamento stagionale. «È una delle soluzioni alla portata», spiega, «perché consentirà di assumere più persone e per più tempo. Con una ripartenza del turismo, punto fondamentale per l’enorme indotto che ha sul territorio, dovremo poi avere la possibilità di una forte decontribuzione per chi assume, di usare in modo corretto strumenti come i voucher per assunzioni rapide nei momenti di maggiore necessità. E, una volta che l’economia si sarà rafforzata, arriveranno anche i posti di lavoro fissi».
Il presidente di Federalberghi Veneto Massimiliano Schiavon è certo che la stagione estiva vedrà riversarsi proprio sulle spiagge migliaia di potenziali lavoratori stagioni alla ricerca disperata di un impiego. «Con la stagione invernale bloccata», analizza Schiavon, «è chiaro che le spiagge diventeranno la principale valvola di sfogo, la reale opportunità per lavorare. Il ministro del Turismo Garavaglia sta iniziando a parlare di una partenza con date anticipate rispetto alle previsioni. Iniziamo a ragionare sul periodo dal 7 al 12 maggio come possibile ripartenza. Se il turismo riparte in Veneto, l’economia si metterà in moto. Quest’anno credo arriveremo alla riapertura di tutte le strutture ricettive. Allora possiamo parlare di una fondamentale defiscalizzazione degli oneri sociali, una delle soluzioni alla portata per incentivare ad assumere. L’impresa ha bisogno di sostegno anche allungando i mutui, portandoli a 20-25 anni e oltre per distribuire meglio il peso sulle imprese che li hanno accesi. E infine dobbiamo vaccinare tutti, dagli operatori agli stagionali e naturalmente i cittadini». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia