«Spostare le mega navi al Terminal di Fusina»

Lettera di Scarpa e Serena (Gruppo Misto) ai ministri: «Stop allo scavo del Vittorio Emanuele, sì a soluzioni provvisorie»

Fermare il progetto dello scavo del canale Vittorio Emanuele come tracciato alternativo al passaggio dal Bacino di San Marco, su cui invece il presidente dell’Autorità Portuale Pino Musolino sta andando avanti, avendo già assegnato i carotaggi per valutare il livello di inquinamento dei fanghi dei fondali. E proporre una soluzione provvisoria, ma realizzabile nel giro di un anno, per spostare parte delle navi da crociera – quelle più grandi – da San Marco e dalla Marittima, dislocandole nell’area del Terminal Traghetti RO-RO/RO-PAX di Fusina per merci e passeggeri, adattandolo.

Sono le richieste avanzate al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e a quello dei Beni Culturali Alberto Bonisoli con una lettera a loro inviati dai consiglieri comunali del Gruppo Misto Renzo Scarpa e Ottavio Serena.

Scarpa rileva come Musolino abbia ordinato l’analisi dei fanghi per scavare il canale ed allargarlo a 122 metri, ridisegnando le rive con una diagonale, ma il pericolo è rappresentato dalla presenza di due sottoservizi di primaria importanza per la città: la condotta gas e il cavo Enel. Gli attuali percorsi dei servizi consentiranno lo scavo? Sarà necessaria una loro modifica? Quanto costerà e chi pagherà? Soprattutto per il cavo dell’Enel, la profondità è inferiore alla quota di 10.50 metri a cui si dovrebbe scavare il Vittorio Emanuele per renderlo compatibile con il passaggio delle Grandi Navi, tranciandolo.

L’uso del Terminal Traghetti – in via di allargamento anche secondo il piano dell’Autorità Portuale – potrebbe invece dare una prima risposta, secondo Serena e Scarpa, alle esigenze della crocieristica e della città.

Logisticamente si trova lungo il Canale Malamocco – Marghera (o dei Petroli), poco lontano da Fusina, ed è uno dei Terminal pensati per consentire l’accesso diversificato alla città storica, ai margini della zona industriale vera e propria e molto più vicino al porto di Malamocco di qualsiasi altra ipotesi oggi sul tavolo. L’eventuale uso temporaneo per la crocieristica – secondo i consiglieri del Gruppo Misto – non cambierebbe la destinazione dei luoghi indicati nell’Accordo di Programma né imporrebbe realizzazioni incompatibili con l’attività legata ai Traghetti Ro-Ro o Ro-Pax. Alla fine del periodo transitorio, una volta individuata la soluzione definitiva per tutte le navi, ritornerebbe alla sua funzione originaria. Ma l’Autorità Portuale – scrivono nella lettera ai ministri – pensa di realizzare la nuova stazione marittima nel Canale Industriale Nord per poter ricevere navi di quarta fascia, cioè da 140 mila a 199 mila tonnellate, in previsione della costruzione di navi di dimensioni sempre maggiori. Ma se anche così avvenisse – scrivono i consiglieri – per i prossimi dieci anni le mega navi non sarebbero più di un terzo del totale. Scarpa e Serena inoltre scrivono ai ministri che da parte di Musolino non si fa il minimo accenno alla necessità di procedere urgentemente alla revisione del Piano regolatore portuale che risale al 1965 per Porto Marghera e addirittura al 1908 per Venezia. —

Enrico Tantucci

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