Sposarsi in spiaggia, in un forte o anche in un bar? A Cavallino-Treporti ora si può

Progetto "Yes, we do", nozze dove vuoi: il Comune ha approvato il regolamento  
La spiaggia di Cavallino-Treporti
La spiaggia di Cavallino-Treporti

CAVALLINO. “Sposarsi in spiaggia, di fronte alla laguna, in una fortificazione storica o in uno dei più suggestivi luoghi del litorale, è un'opportunità che il Comune è lieto di offrire ai residenti ed ai turisti di Cavallino-Treporti”.

È così che la presidente del Consiglio comunale, Giorgia Bortoluzzi, ha presentato l’apertura del bando per il progetto “Yes, We Do” dedicato alle attività commerciali che vogliono trasformare una location in un luogo di celebrazione di matrimoni. Il comune ha messo a disposizione non solo le tre sedi di sua proprietà, quali il centro civico a Cavallino, il centro polivalente e l’ex centro civico a Ca' Savio, ma ha creato anche ad hoc un regolamento per nuove opportunità e nuove location.  Si apre così per commercianti, gestori e operatori di servizi la possibilità di offrire nella propria sede la celebrazione del rito civile.

“Nel bando pubblicato nel sito del comune ci sono tutte le indicazioni per poter partecipare” ha spiegato il responsabile Dino Daniele Bonato che ha redatto il regolamento “le domande dovranno rispecchiare i requisiti richiesti sia sotto il profilo di ammissibilità che quello dell'adeguatezza della struttura e pervenire non oltre le 13 del 29 febbraio”. “Una bella opportunità che speriamo porti alla creazione di una rete di collaborazione imprenditoriale” ha detto il sindaco Roberta Nesto “con il nuovo regolamento possiamo certificare ed ufficializzare il rito come se avvenisse in municipio”. “Nel regolamento” conclude il sindaco “abbiamo inserito le linee guida per le attività e le tariffe saranno determinate dalla Giunta comunale per una gestione del servizio che durerà cinque anni dalla stipula del contratto di comodato d’uso”. Tutti i partecipanti al progetto si riuniranno il 23 febbraio alle 14 in sala consiliare del Comune. 

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia