Spopolamento, crisi e blocco del turismo: le grandi griffe fanno shopping di negozi a Venezia

Gli immobili più appetibili sono acquistati dai marchi internazionali, in campo San Luca aprirà il nuovo store Ovs
L'ex filiale del Banco San Marco, in Campo San Martin, diventerà lo store di Ovs
L'ex filiale del Banco San Marco, in Campo San Martin, diventerà lo store di Ovs

VENEZIA. Una collezione di vetrine spente e impolverate accompagna da mesi le calli e i campi del centro storico. Sono i negozi vittime della crisi.

Oltre alla pandemia, ad aggravare la situazione, è il calo dei residenti. Chiudono negozi turistici, piccole botteghe artigiane e attività a conduzione familiare, come quelle di abbigliamento che non reggono il mercato delle grandi griffe. Ma all’ombra dei cartelli “Affittasi”, appesi nei negozi, ci sono i grandi nomi delle aziende della moda che approfittano del momento per sistemarsi in aree strategiche della città. Ricambio pressoché nullo, invece, per i fondi immobiliari lontani dal cuore turistico di Venezia che rischiano ora di diventare preda di speculazione a buon mercato.

Che i movimenti sotterranei di questi mesi favoriscano le aziende strutturate lo confermano i dati di Bv Broker Group, agenzia immobiliare che in centro storico ha in gestione ben 86 immobili a destinazione commerciale. Numeri più che raddoppiati in questi ultimi dodici mesi, come spiegano gli agenti immobiliari. Si tratta di locali come La Coupole e Apm Monaco in calle larga XXII marzo; alle Mercerie e in Spadaria; in campo San Luca con l’ex filiale del Banco San Marco che diventerà negozio Ovs o in campo San Bortolomio, dove l’Acqua dell’Elba ha chiuso definitivamente e il locale è già stato rilocato all’azienda italiana Cover Store. L’agenzia ha in gestione anche quattro locali in piazza San Marco. Tra questi è in fase di trattativa un’importante azienda locale del vetro artistico che prenderà il posto di una piccola bottega storica al civico 140 la cui saracinesca è abbassata ormai da mesi.

«Dallo scorso gennaio» spiega l’agente immobiliare Michele Venturini «grosse aziende strutturate si stanno muovendo per accaparrarsi le principali arterie del lusso. Abbiamo già chiuso diversi contratti con brand internazionali dell’abbigliamento». Il problema riguarda l’incapacità delle aziende medio-piccole a rinegoziare i canoni di affitto o, chiusa l’attività, a ricollocarsi altrove.

Il costo degli affitti non ha subìto variazioni: per 50 metri quadri in zona San Marco si arriva ai 35 mila euro al mese. È cambiata però la disponibilità dei proprietari ad accogliere pretese come quella di ridurre i canoni per i primi 24-36 mesi. A fronte, va da sé, di garanzie fornite dalla solidità dei brand internazionali e da fidejussioni bancarie. «Il vero problema» aggiunge Venturini «è il tessuto commerciale ‘periferico».

Il discorso vale per zone come ruga Rialto, Strada Nova (dalle Guglie a San Felice), San Lio, campo Santa Maria Formosa. I locali in affitto sono decine, ma le richieste pressoché nulle. «Sono aree lontane dai giri turistici» conclude l’agente immobiliare «poco appetibili quindi dalle grosse aziende. Ma al tempo stesso l’artigianato locale in questo momento non riesce ad affrontare nuovi investimenti e a riposizionarsi». —

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