Sicurezza, Zaccariotto studia il prossimo passo: «Una squadra mobile con gli agenti della Locale»

Venerdì 7 agosto si è tenuto il vertice con il comando della municipale per pianificare maggiori controlli: la squadra mobile dovrebbe intervenire dove viene individuata una situazione che richieda un presidio quotidiano per un certo periodo

Marta Artico
Zaccariotto studia nuovi piani per la polizia locale
Zaccariotto studia nuovi piani per la polizia locale

Sarà un vigile di prossimità più che di quartiere, questo almeno nelle intenzioni dall'assessore alla sicurezza, Francesca Zaccariotto, pronto a spostarsi in caso di bisogno, da una zona all’altra, a seconda della situazione e delle emergenze del territorio.

Ieri venerdì 7 agosto si è svolto un incontro tra il vicesindaco e il corpo della Polizia locale, per fare il punto della situazione sulle zone calde della città. Dal centro storico a Mestre. Da Cannaregio a via Monti. L’obiettivo è quello di mettere in campo una squadra della Polizia locale mobile, che possa intervenire quando serve, di volta in volta dove viene individuata una situazione che richieda un presidio quotidiano per un certo periodo.

La squadra di prossimità

«È un obiettivo che mi sono prefissata» spiega l’assessore «stiamo studiando i criteri, che sono diversi dal vigile di quartiere di una volta». Flessibilità innanzitutto, permeabilità alla situazione che si presenta di volta in volta. Una squadra di agenti della Polizia locale di prossimità, adeguatamente formati.

«Prevediamo assunzioni di oltre 200 unità, vorrei mettere in piedi una squadra ad hoc, in relazione ai problemi di una determinata zona. Non potremo dotare ogni municipalità degli agenti, ma l’obiettivo è avere una squadra mobile che in caso di situazioni particolari che lo richiedano, sia presente in quella realtà specifica». Potrebbe rimanerci un mese, tre mesi, un anno. Fino a che l’emergenza non è terminata e la situazione non sia migliorata.

La prima prova, è stata spostare la pattuglia da piazza Ferretto – spiega la vicesindaco – e metterla in piazzale Donatori di Sangue, dove c’era la necessità, sulla scorta delle proteste delle persone che lamentavano la presenza di sbandati, alcolizzati e border tra l’hotel, la tabaccheria e le attività della zona. La stessa cosa può avvenire in altre aree sensibili della città.

Vedi alla voce via Monti, dove i residenti si stanno lamentando per la presenza di tossicodipendenti che sostano in strada e tra le abitazioni oramai da mesi, o a Cannaregio, dove si sono verificati gli ultimi episodi di microcriminalità e dove commercianti e abitanti richiedono un intervento urgente. O ancora, ad esempio, a due passi da San Marco. Solo alcune settimane fa le commesse de La Botega di Arrigo sono state aggredite da alcune borseggiatrici, tanto che il negozio per alcuni giorni ha ingaggiato una guardia giurata.

«Bisogna avere l’elasticità di spostare le persone nei luoghi con maggiore necessità e urgenza. Mi piacerebbe lavorare su questa idea». Quando potrebbe essere messa in atto? «La polizia locale ha il ruolo di entrare in contatto con quella parte di territorio che ne richiede la presenza, con l’obiettivo di instaurare una relazione virtuosa con la parte di vicinato in questione, per dare informazioni utili al cittadino e riferimenti costanti alla specifica fetta di città».

Flessibilità

«Il concorso per i 18 agenti è stato appena bandito, bisogna rivedere l’organizzazione, avviare seriamente questa sperimentazione e poi deve essere formato il personale». In piazzale Sicilia la situazione è migliorata, una serie di soggetti che sostavano in quell’area sono stati spostati. «Questo non significa che se serve gli agenti non accorrono in piazza Ferretto, ma semplicemente si applica un metodo diverso che viene modulato a seconda delle esigenze».

Tra gli altri temi affrontati, la partita di via Carducci e di via Giustizia, legata a doppio filo alle dipendenze. «Parliamo di casi che sono per molta parte di matrice sociale e vanno presi in carico, al di là dell’intervento degli agenti della Locale». Nei prossimi giorni il vicesindaco chiederà un incontro al settore Coesione sociale, all'assessoriale Ermelinda Damiano, all’Usl 3 Serenissima per la parte relativa alle dipendenze, per pianificare una programmazione complessiva. Chiude: «Bisogna intervenire affrontando il problema sotto un profilo multidisciplinare, altrimenti non basta».

 

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