Mestre insicura, i residenti: «Città cambiata in peggio, tra spaccio e degrado»

C’è chi preferisce non uscire la sera chi cambiare strada. «In tasca solo 10 euro non indosso quasi mai l’orologio». In piazza Ferretto: «Il degrado una volta era in altre zone. Ora non si può stare tranquilli ​​​​​​nemmeno in pieno centro»

Matilde Bicciato

«Mi dispiace per Mestre. È un peccato. Una volta non era così degradata»: è la prima domenica di febbraio e la città è piena, luminosa. Un via vai costante di persone attraversa le strade del centro.

Il Carnevale è cominciato anche qui. La domanda però, “se Mestre sia o meno un luogo sicuro”, riporta tutti alla realtà quotidiana. Riporta a quei residenti che hanno chiesto e ottenuto di blindare i propri condomini durante la notte. La maggior parte delle persone che decide di rispondere, quasi tutti in forma anonima, non ha dubbi su cosa dire. Cambia solo il motivo per cui chi vive in città non si sente sicuro. E non da ora: spaccio, degrado, violenza, sono azioni visibili in pieno giorno e in pieno centro. E, in termini di sicurezza, questo non aumenta soltanto la percezione.

«Mi sono trasferita a Mestre dopo aver vissuto l’infanzia a Milano e sono qui da più di cinquant’anni» spiega Giuliana, residente in via Palazzo.

«Io conoscevo la vecchia Mestre, ora è tutto cambiato. Camminando in certe vie, pare di essere nel bronx. Eppure una volta si stava bene. Io ho paura, non si può negare, e sto in pieno centro. Esco la sera, ma ho paura se rincaso da sola. Ti stringi la borsa vicino, hai paura di essere derubata o aggredita lungo la via del ritorno. Sotto casa, per le vie, c’è spaccio, visibile, la droga che circola di mano in mano. Gruppi di ragazzi che si incontrano, si mettono negli angoli, si vede che sono loschi. Una volta si aveva paura di passare in via Cappuccina, in corso del Popolo, o magari vicino alla stazione. Ora pare che il problema sia ovunque. Solo quest’estate mi sono entrati i ladri alle tre del pomeriggio. È questo indicativo» continua Giuliana. «Chiedere ai poliziotti di fare di più? Fanno quello che possono. Alcuni soggetti, anche se li becchi, non puoi fargli niente e tutto torna come prima».

Una percezione, per l’appunto, condivisa da chiunque si incontri durante la passeggiata domenicale. «La città si sta lentamente svuotando di attività nostrane, molti residenti storici decidono di andarsene per via del degrado nascente» spiegano marito e moglie, residenti di via Manin.

«È chiaro che se la città perde residenti e attività, rimangono altri. Noi non usciamo spesso la sera, ma lo spaccio si vede anche di giorno. È chiaro che se tutti seguono questo ragionamento e, per paura di circolare da soli, preferiscono rimanere a casa la sera, il centro diventa un luogo abbandonato da chi lo dovrebbe vivere, lasciando lo spazio al degrado. Però di notte non mi sentirei di far camminare una donna da sola nemmeno in pieno centro. Ci spaventano anche le baby gang, le aggressioni. Leggere di un vigilante aggredito fa impressione».

Ragionamenti che poi hanno come conseguenza il cambiamento delle abitudini: «Se devo andare in giro da solo, so che certe zone sono mal frequentate e mi organizzo» spiega Alessandro, residente di via corso del Popolo, in piazza con il figlio piccolo per i festeggiamenti di Carnevale.

«Se c’è mio figlio, magari cambio strada. Non perché pensi effettivamente che ci possa accadere qualcosa, ma perché non mi sento di rischiare. Cambio strada e abitudini per essere sicuro di non correre rischi».

Alessandro non è l’unico a elencare le precauzioni che prende per camminare a Mestre. «Siamo invasi da persone che non hanno rispetto per questa città e questo fa paura» racconta una residente in via Torre Belfredo.

«Mio figlio, che non è piccolo e che a sua volta ha un figlio, lavora a Venezia. Tre o quattro anni fa è stato aggredito da un uomo a pochi passi dalla stazione, la sera, dopo il lavoro. Mi dice che ha timore di salire sul tram la sera tardi, c’è solo brutta gente. Esce senza orologio perché non si sente al sicuro ad indossarlo. In tasca? Al massimo dieci euro».

C’è chi corre ai ripari ed è disposto a pagare pur di proteggersi dal degrado notturno del centro città. È il caso del precorso pedonale, con tanto di giardino adiacente, che costeggia il condominio Manin, entrando dall’omonima via e sbucando poi in via Einaudi.

All’inizio del tratto e alla fine comparirà, per garantire la sicurezza della ventina di condomini, una recinzione chiusa solo la notte In via Manin sono tutti contenti.

«Sono quindici anni che chiedevamo di poter installare questo sistema di protezione», spiegano due storici residenti del condominio. «Qui se ne vedono di ogni colore, soprattutto la sera. Senza tetto che vengono a cercare riparo per la notte. Ci sono i portici, si è più riparati rispetto ad altre zone. Abbiamo finalmente avuto l’approvazione del cancello di protezione e ne siamo felici. Dispiace dover chiudere un transito, perché Mestre sarebbe bella se fosse aperta e sempre percorribile, libera. Ma a mali estremi, estremi rimedi. Il costo del lavoro, che sarà anche a carico dei privati, non è poco, ma lo paghiamo volentieri pur di sentirci più al sicuro».

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