Si è costituito Sorgato braccio destro di Maniero

VENEZIA. «Caruso» lo cercavano da mesi, non tanto perché ritenessero che potesse compiere altri colpi, visto che ormai ha quasi 60 anni, ma perché deve scontare quattro anni di carcere. Due giorni fa, Gilberto Sorgato ha deciso di bussare alla porta della stazione dei carabinieri di Piove di Sacco, e si è costituito. A lungo braccio destro di Felice Maniero non ha proprio digerito il «pentimento» del capo: adesso è tornato al «Due Palazzi» di Padova, un carcere che conosce bene, visto che ci è passato più volte, collezionando qualche anno di galera nella sua lunga carriera criminale. È uno dei «vecchi» della banda del Brenta, uno di quelli che ha tenuto a battesimo e ha fatto crescere proprio il capo, «Faccia d’Angelo».
A cercarlo erano i carabinieri, così come era accaduto a «Paja», il 65enne mestrino Giovanni Paggiarin, arrestato l’aprile scorso dopo che la Corte di Cassazione aveva confermato la sua condanna a 8 anni e 9 mesi per il processo per l’Operazione Rialto, quella scaturita dalle confessioni di Maniero. Stessa conferma per Sorgato, che però era riuscito a sfuggire alla cattura, anche se i carabinieri del Reparto operativo speciale e di Piove di Sacco lo avevano cercato. Tanto che in estate avevano anche denunciato la giovane convivente rumena di Sorgato per favoreggiamento personale perché sospettata di aver coperto la sua «sparizione».
Si sa che per rimanere latitanti, anche se nei pressi della propria casa così come fanno i boss mafiosi in Sicilia o quelli della camorra in Campania, ci vuole denaro e tanto. Sorgato non è certo uno ricco, quello che ha guadagnato con le imprese della banda della Riviera deve averlo speso tutto o quasi, soprattutto in automobili di lusso (andava matto per le Porsche, come del resto Maniero). Ma ultimamente gli amici avevano segnalato che «Caruso» sembrava avere una notevole disponibilità economica e alla fine - dopo che la fiction e il documentario su Maniero e la sua banda andato in onda su Sky - anche gli investigatori hanno capito. Sorgato, per partecipare alla trasmissione e raccontare la sua verità si sarebbe messo in tasca cinquemila euro. E con quei soldi si è pagato la latitanza. Finiti gli euro e, probabilmente, stanco di scappare e nascondersi, ha deciso di costituirsi. In fondo, quei quattro anni diventeranno tre con lo sconto di tre mesi all’anno che scattano quando un detenuto si comporta bene e lui non ha mai creato rogne in cella. Inoltre, Sorgato spera che la battaglia di Marco Pannella vada in porto e che possa prima o poi essere approvata l’amnistia dal Parlamento e in questo caso la sua condanna sarebbe cancellata.
Giorgio Cecchetti
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